A Lodi prende il via il percorso per istituire la Sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, promossa da Prefettura e INPS per rafforzare legalità, sicurezza e trasparenza nel settore agricolo. L’iniziativa coinvolge istituzioni, associazioni e sindacati con l’obiettivo di contrastare caporalato, lavoro sommerso e valorizzare le imprese virtuose.
Lavoro agricolo di qualità
Unire istituzioni, imprese e rappresentanze dei lavoratori per costruire un sistema agricolo più trasparente, sicuro e rispettoso delle regole. È questo l’obiettivo del percorso avviato a Lodi con la prima riunione preparatoria per la nascita della Sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, promossa dalla Prefettura di Lodi e dalla Direzione provinciale dell’INPS.
L’incontro si è svolto nella mattinata di mercoledì 29 luglio 2026 nella sede dell’INPS di Lodi e rappresenta il primo passo verso la creazione di uno strumento dedicato alla valorizzazione delle aziende agricole virtuose e alla prevenzione dei fenomeni di irregolarità nel settore.
Tavolo istituzionale per costruire una rete territoriale
Alla riunione hanno partecipato il Prefetto di Lodi Davide Garra e la Direttrice dell’INPS di Lodi Camilla Cosi, insieme ai rappresentanti degli enti e delle organizzazioni coinvolte nel mondo agricolo e del lavoro.
Presenti anche il Direttore dell’INAIL Maurizio Petronella, i rappresentanti del Centro per l’impiego della Provincia di Lodi, dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Lodi, di Confcooperative Milano e Navigli, Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione Italiana Agricoltori e delle organizzazioni sindacali FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL.
Una partecipazione ampia che conferma la volontà del territorio di lavorare in modo coordinato su legalità, sicurezza e tutela dei lavoratori.
Cos’è e come funziona
La Rete del Lavoro Agricolo di Qualità è stata istituita a livello nazionale presso l’INPS sulla base della Legge 199/2016 e rappresenta un vero e proprio elenco pubblico delle imprese agricole che rispettano determinati requisiti di correttezza e affidabilità. Possono aderire le aziende che garantiscono il rispetto della contrattazione collettiva, della normativa sul lavoro e della legislazione sociale, oltre all’adempimento degli obblighi contributivi e fiscali.
L’iscrizione alla rete costituisce quindi un elemento distintivo per le imprese, diventando un riconoscimento di affidabilità, responsabilità sociale ed eticità.
Contrasto al caporalato e tutela per i lavoratori
Tra gli obiettivi principali della sezione territoriale lodigiana ci sono il contrasto al caporalato, al lavoro sommerso e alle forme di sfruttamento della manodopera agricola. La nuova rete punta infatti a prevenire fenomeni di intermediazione illecita e a rafforzare le condizioni di sicurezza e tutela per chi opera nel comparto agricolo.
Un’attenzione particolare sarà riservata anche alla formazione dei lavoratori, con percorsi dedicati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e iniziative di alfabetizzazione e approfondimento in lingua italiana sui temi del lavoro, rivolte soprattutto ai lavoratori di origine straniera.
Incentivi per le aziende virtuose
Il progetto prevede anche la possibilità di introdurre strumenti premiali per le imprese che entreranno a far parte della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. La Cabina di Regia potrà infatti proporre agevolazioni, misure di sostegno o altri meccanismi incentivanti, anche nell’ambito di bandi e procedure di gara, destinati alle aziende agricole che dimostrano di operare nel rispetto delle regole e dei principi di responsabilità sociale.
Prossimo appuntamento
Al termine del primo incontro, il Prefetto di Lodi e la Direttrice dell’INPS hanno espresso soddisfazione per l’avvio del percorso, definendolo un passaggio fondamentale per favorire lo sviluppo di un’agricoltura più competitiva e sostenibile.
Il prossimo appuntamento è previsto per il mese di settembre, quando si procederà alla formalizzazione dell’insediamento della sezione territoriale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. Un passaggio che darà il via operativo a una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese e parti sociali.