Non convince il restyling del centro storico di Cologno al Serio: l’ultimo intervento, quello su piazza Agliardi, ha sollevato parecchie critiche non solo da parte delle forze di opposizione (l’ultima ha scatenato la reazione del popolo del web) ma anche dei commercianti, dei loro clienti e dei privati cittadini colognesi, che hanno promosso una petizione popolare per via della carenza dei parcheggi.
“Servono più parcheggi in centro”: promossa una petizione popolare
L’iniziativa di promuovere una petizione popolare è stata presa circa una settimana fa, e ora sulle vetrine dei negozi campeggia la locandina con il marchio dell’associazione commercianti “Le Botteghe”, che invita a firmare per chiedere più parcheggi nel centro storico.
“Perché è importante sostenere il commercio di vicinato, favorire cittadini e visitatori, migliorare la fruibilità del centro storico – si legge – Cosa chiediamo: valutare nuove aree di sosta, incrementare i parcheggi disponibili, rendere il centro più accessibile. La tua firma non è una scelta politica, ma un contributo concreto per un servizio di interesse collettivo”.
E si sottolinea che si tratta di una richiesta condivisa da “commercianti, cittadini e clienti di Cologno al Serio”.

Il presidente dei commercianti: “Negli anni persi una quarantina di stalli di sosta”
Sentito il presidente de “Le Botteghe”, Cristian Maver, sono emerse con più chiarezza le difficoltà che vivono coloro che lavorano e vivono in centro storico.
“L’idea è partita dai cittadini e dai clienti che vengono a fare acquisti a Cologno – ha spiegato – la mia è una gioielleria che ha più di 60 anni ma da un anno e mezzo a questa parte sono arrivate davvero tante lamentele di persone che perdono mezz’ora alla ricerca di uno stallo di sosta. Non erano state così pressanti nemmeno quando era stata messa mano alla viabilità e nemmeno durante la pandemia da Covid-19: nell’ultimo decennio sono stati tolti circa 40 posti auto in centro storico. Nessuno mette in dubbio che gli interventi lo abbiano migliorato ma il problema c’è: sarebbe utile che si ricavassero stalli laterali al rettangolo centrale di piazza Agliardi, peraltro sono già disegnati ma non sono accessibili per via dei paletti delimitatori che sono stati installati. L’obiezione è che la pavimentazione si rovinerebbe, tuttavia era il caso di valutarlo prima e ad ogni modo si provvederà a sistemarla quando sarà il caso. Nel progetto che era stato presentato inizialmente erano previsti”.
Poi il presidente dei commercianti ha fatto una precisazione.
“La petizione non è contro l’Amministrazione, sia chiaro, chiediamo solo una collaborazione per trovare una soluzione migliore – ha affermato – basterebbe abbassare i paletti delimitatori di giorno: non ci sono problemi la sera e in occasione di qualche evento. Le difficoltà riguardano soprattutto gli anziani che si appoggiano ai negozi di vicinato e coloro che arrivano da fuori e trovano difficoltà ad accedere: tutte le istituzioni sostengono che questi esercizi sono importanti per la vita sociale e per animare i paesi, tuttavia ci creano ostacoli”.
Sarà possibile firmare fino ad ottobre.
La prima cittadina: “Attorno al centro storico esistono decine di posti auto disponibili”
Contattata, la sindaca Chiara Drago ha espresso il suo punto di vista.
“Legittimo promuovere una petizione, meno convincente sostenere che ‘non è una scelta politica’, quando si chiede di modificare una precisa scelta urbanistica dell’Amministrazione – ha affermato – Questa, per definizione, è politica. Proprio perché crediamo convintamente nel valore del commercio di vicinato, in questi anni il Comune ha investito risorse importanti per sostenere le attività del centro e la stessa associazione ‘Le Botteghe’, finanziando eventi, luminarie, calendario e numerosi progetti attraverso il ‘Distretto del Commercio’. Sul tema dei parcheggi il confronto è sempre possibile, ma dovrebbe partire da dati oggettivi: attorno al centro storico esistono decine di posti auto disponibili, con e senza disco orario, che gli studi sulla sosta hanno dimostrato essere normalmente non saturi”.
Poi ha fatto alcune considerazioni.
“C’è poi un tema che non possiamo ignorare – ha affermato – Vogliamo davvero continuare a pensare che la piazza principale di un paese debba essere un parcheggio? Oggi sempre più comunità scelgono di restituire le loro piazze alle persone, non alle automobili. Per decenni ci siamo abituati a pensare che l’automobile dovesse arrivare ovunque. Oggi sappiamo che quel modello non è più sostenibile: non solo per la qualità degli spazi pubblici, ma anche per gli effetti che i nostri stili di vita hanno sul clima e sull’ambiente. Stiamo vivendo estati sempre più calde, eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e gli effetti del cambiamento climatico sono ormai sotto gli occhi di tutti. Alcune abitudini, se vogliamo lasciare alle nuove generazioni un mondo più vivibile, dobbiamo avere il coraggio di cambiarle. Per questo crediamo che il futuro del centro storico debba mettere al centro le persone, la qualità dello spazio pubblico e la vivibilità. È una scelta che può essere condivisa o meno, ma nasce da una precisa idea di futuro. La domanda, allora, è un’altra: cosa rende davvero attrattivo un centro storico? Anche in Italia gli studi mostrano che la vitalità commerciale non dipende dalla possibilità di parcheggiare davanti ai negozi, ma dalla qualità dello spazio urbano, dalla frequentazione pedonale e dalla capacità di rendere un luogo attrattivo. Lo confermano anche le analisi di Confcommercio, che individuano nelle trasformazioni dei consumi e nella concorrenza della grande distribuzione e dell’e-commerce le principali sfide del commercio di vicinato. Amministrare significa assumersi la responsabilità di guardare oltre l’immediato. Non sempre è la scelta più semplice, ma è quella che riteniamo più giusta: costruire un centro storico più bello, più vivibile, più attrattivo e capace di affrontare le sfide del futuro”.