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Italia, senti Ancelotti: “Contattato dalla FIGC, ma…”

L'ex allenatore di Milan e Juve: "Ho un impegno col Brasile"

Italia, senti Ancelotti: “Contattato dalla FIGC, ma…”

L’Italia della nuova era targata Giovanni Malagò riparte da Roberto Mancini, ma prima della scelta definitiva la Federazione aveva valutato anche altri profili di grande prestigio. Quando il presidente della Figc aveva coinvolto Paolo Maldini e Leonardo per rilanciare il progetto azzurro, tra i nomi presi in considerazione per la panchina della Nazionale c’era anche quello di Carlo Ancelotti.

L’allenatore di Reggiolo ha recentemente confermato i contatti avuti con la federazione italiana, spiegando però i motivi che lo hanno portato a rifiutare l’eventuale incarico. Ancelotti ha chiarito che la decisione non era legata a questioni economiche o contrattuali, ma soprattutto a un senso di responsabilità nei confronti del Brasile, dove è stato accolto con grande entusiasmo.

Sono stato in contatto con la federazione italiana, ma non è stata una questione contrattuale, bensì di impegno. Ho preso un impegno non per il contratto che abbiamo firmato, ma per il tempo trascorso qui, in questo anno in cui mi sono sentito molto bene e sono stato accolto nel migliore dei modi. È un impegno che non voglio rompere. Voglio continuare a lavorare e dare il massimo per la nazionale brasiliana”, ha detto Ancelotti a Espn.

La Seleçao, però, si prepara a una fase di profondo rinnovamento dopo il Mondiale, con l’addio ormai vicino di alcuni dei protagonisti delle ultime generazioni. “Credo che questo Mondiale segni la fine di una generazione di giocatori molto importanti. A cominciare da Neymar. Passando per Danilo, Casemiro, tutti quei giocatori che avevano più di 30 anni al Mondiale”, ha aggiunto il tecnico italiano.

Proprio su Neymar, Ancelotti ha espresso anche una critica: “L’unica cosa che mi ha dato fastidio è che Neymar avrebbe potuto allenarsi meglio in quel periodo, prepararsi meglio, avrebbe potuto essere in forma migliore per la prima partita e non per la quarta“.

La strada indicata dall’ex allenatore del Real Madrid è quindi quella di un ricambio graduale, senza però cancellare completamente il passato: “Non dirò che cambierò tutti e 26 i giocatori. Terremo alcuni elementi importanti che possono continuare il lavoro. Penso sia importante che restino per dare un segno di continuità al progetto. Ma l’idea è quella di cambiare, di integrare una nuova generazione. Individueremo nuovi giocatori che possano entrare in squadra, non dico per i prossimi Mondiali del 2030, ma che possano essere competitivi già nel primo obiettivo, ovvero la Copa America del 2028”.

Ancelotti ha poi citato alcuni giovani talenti come Estêvão, Rayan ed Endrick, oltre a Vitor Reis, individuandoli come possibili protagonisti del futuro. Un processo di rinnovamento che coinvolgerà anche il ruolo del portiere, con la federazione brasiliana chiamata a monitorare nuovi profili senza dimenticare il valore di Alisson ed Ederson.