L’Italia entra nella fase più intensa della quarta ondata di calore dell’estate 2026. L’anticiclone subtropicale proveniente dal Nord Africa continuerà a rafforzarsi nei prossimi giorni, portando temperature vicine o superiori ai 40 gradi, afa nelle città e notti durante le quali il termometro faticherà a scendere sotto i 24-25 gradi.
Il picco è previsto tra il fine settimana di sabato 1° e domenica 2 agosto e i primi giorni della settimana successiva. Il caldo dovrebbe proseguire almeno fino al 7-8 agosto, anche se le tendenze indicano temperature superiori alle medie stagionali anche nella settimana dal 3 al 9 agosto. Oltre questa scadenza, le previsioni diventano meno affidabili, ma non si intravede ancora un cambiamento netto e generalizzato.
Dove farà più caldo
L’aumento termico interesserà praticamente tutta la Penisola, ma le anomalie più marcate rispetto alla media sono attese al Centro-Nord, dove entro il weekend le temperature potranno risultare superiori di 6-8 gradi rispetto ai valori abituali del periodo.
Le aree interne di Toscana, Lazio, Umbria e della Pianura Padana potranno raggiungere o superare i 38 gradi, con valori localmente prossimi ai 40. A Firenze ci si aspetta per il 30 luglio una massima di 38 gradi, mentre nei giorni successivi il caldo è destinato a intensificarsi.
Temperature particolarmente elevate sono previste anche al Sud, soprattutto nelle aree interne di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. A Taranto sono già attese massime intorno ai 37 gradi, mentre in alcune zone interne del Mezzogiorno le punte potranno arrivare a 40-41 gradi.
Il disagio sarà accentuato dall’umidità lungo le coste e nelle pianure. Nelle grandi città, l’asfalto e gli edifici accumuleranno calore durante il giorno e lo rilasceranno lentamente durante la notte, riducendo la capacità dell’organismo di recuperare.
Il caldo raggiungerà anche la montagna: a circa 1.500 metri di quota sono previste temperature comprese tra 22 e 24 gradi, mentre lo zero termico potrà salire eccezionalmente verso i 5.000 metri sulle Alpi.

Quanto durerà
La fase più estrema dovrebbe concentrarsi tra la fine del weekend e martedì 4 o mercoledì 5 agosto, ma l’alta pressione resterà probabilmente stabile almeno fino al 7-8 agosto.
Le previsioni mensili dell’Aeronautica Militare mostrano che, nella settimana dal 3 al 9 agosto, il promontorio subtropicale continuerà a influenzare l’Italia, mantenendo le temperature sopra la media su gran parte del Paese. Un parziale indebolimento dell’alta pressione è possibile soltanto dalla settimana successiva, senza però un ritorno certo a valori normali.
La durata è uno degli elementi più preoccupanti. Non si tratta infatti di un singolo episodio isolato: le diverse ondate di calore dell’estate 2026 si sono succedute con intervalli molto brevi, limitando il recupero di persone, terreni, vegetazione e risorse idriche.
Non soltanto colpi di calore
Il pericolo più immediato resta quello legato a disidratazione, colpi di calore, aggravamento delle patologie cardiovascolari e respiratorie e difficoltà di termoregolazione, soprattutto per anziani, bambini, malati cronici e lavoratori esposti all’aperto.
Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, però, richiama l’attenzione anche su un effetto meno evidente: estati più lunghe e calde stanno aumentando il rischio di alcune malattie infettive.
Secondo l’Ecdc, il problema non dipende soltanto dai giorni nei quali vengono raggiunte temperature estreme. Sono soprattutto la persistenza del caldo e l’allungamento della stagione estiva a creare condizioni favorevoli alla proliferazione di batteri e alla diffusione di insetti vettori.
Cibi e proliferazione batterica
Il primo rischio riguarda le infezioni alimentari. Le alte temperature accelerano la moltiplicazione dei batteri negli alimenti conservati male o lasciati troppo a lungo fuori dal frigorifero.
Durante i giorni più caldi diventa quindi essenziale mantenere la catena del freddo, lavare accuratamente frutta e verdura, cuocere completamente carne e altri prodotti sensibili ed evitare di consumare alimenti che presentino odori, colori o consistenze anomale.
Particolare attenzione va prestata durante viaggi, picnic e giornate in spiaggia, quando cibi freschi, creme, latticini, carne e preparazioni contenenti uova possono restare per ore dentro automobili o borse non adeguatamente refrigerate.
Il rischio Vibrio nelle acque calde
La seconda minaccia è rappresentata dai batteri del genere Vibrio, che proliferano soprattutto nelle acque costiere calde e poco salate, come estuari, lagune e alcuni tratti del Mar Baltico.
L’infezione può avvenire mangiando molluschi crudi o poco cotti oppure attraverso il contatto dell’acqua contaminata con ferite, tagli, graffi o piercing recenti.
L’Ecdc raccomanda di cuocere bene i prodotti ittici provenienti dalle aree a rischio e di evitare il bagno in presenza di lesioni aperte della pelle.
Più spazio per zanzare e zecche
Le stagioni calde più lunghe favoriscono anche la sopravvivenza delle zanzare invasive, ormai presenti in aree europee nelle quali in passato erano rare. Tra le malattie sorvegliate con maggiore attenzione figurano dengue, chikungunya e West Nile.
Per ridurre il rischio è utile eliminare ristagni d’acqua da sottovasi, secchi e contenitori, usare repellenti e proteggere finestre e ambienti domestici con zanzariere.
Il quarto pericolo riguarda le zecche. Primavere anticipate e autunni più miti stanno allungando il periodo nel quale questi parassiti restano attivi. Le zecche possono trasmettere la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca, patologie che in alcuni casi provocano conseguenze neurologiche o disturbi persistenti.
Dopo passeggiate nei boschi, nei prati o nei parchi è consigliabile controllare accuratamente pelle, capelli e abiti, prestando particolare attenzione a gambe, ascelle, inguine e parte posteriore delle ginocchia.