I frati francescani restano a Grosseto, ma il futuro è incerto

I frati continueranno a servire la parrocchia, ma le difficoltà di vocazione restano un tema centrale.

La parrocchia del San Francesco di Grosseto continuerà ad essere affidata ai frati francescani, che rimarranno in città in numero di tre religiosi. Questo è quanto comunicato in una nota congiunta dal vescovo di Grosseto, monsignor Bernardino Giordano, e dal ministro provinciale dei Frati Minori della Toscana, fr. Guido Fineschi, dopo un incontro avvenuto con altri membri della Diocesi.

Durante l’assemblea tenutasi in Chiesa, il ministro provinciale ha spiegato alla comunità la situazione attuale del Convento francescano, sottolineando che, sebbene i frati resteranno per ora, il futuro è incerto. La nota evidenzia la volontà di proseguire il dialogo per valutare decisioni future, ma la comunità è consapevole delle difficoltà che si prospettano.

Un problema di vocazione

Il Capitolo provinciale, che si svolge ogni tre anni, ha messo in luce un problema di vocazione, con un numero di frati drasticamente ridotto: da circa ottocento a metà del 1900, oggi sono meno di cento. A Grosseto, attualmente, rimarranno due frati, ma uno di loro sarà presto raggiunto da un frate proveniente da un’altra provincia.

Il vicario provinciale ha espresso il dispiacere per la situazione attuale, confermando che non ci sono frati toscani disponibili da inserire. Nonostante le difficoltà, la comunità ha dimostrato un forte attaccamento al convento, come evidenziato dal sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, che ha sottolineato l’affetto della comunità verso i frati e l’impegno del Consiglio comunale a sostenere il dialogo con il vescovo.

La questione della presenza dei frati a Grosseto è diventata un tema centrale per l’identità della comunità, con i cittadini che si sono mobilitati per evitare la chiusura del convento. La speranza di mantenere viva questa realtà storica è forte, ma le sfide da affrontare sono molte.