L’estate rovente non risparmia i vigneti della Maremma. Le temperature elevate e le piogge sempre più rare stanno modificando il calendario della vite, costringendo le aziende a fare i conti con una stagione che corre più veloce del solito. Se da un lato il caldo favorisce una maturazione anticipata delle uve, dall’altro cresce la preoccupazione per gli effetti della siccità, soprattutto se le alte temperature dovessero proseguire ancora a lungo.
Per il momento, però, prevale l’ottimismo. Da nord a sud della provincia, i vigneti si presentano in ottimo stato sanitario e le prospettive per la qualità sono incoraggianti. Più difficile, invece, sbilanciarsi sulle quantità: sarà il meteo delle prossime settimane a decidere quanta uva arriverà realmente in cantina. Nel comprensorio del Bianco di Pitigliano e del Sovana Doc, il presidente del Consorzio, Stefano Formiconi, non nasconde la soddisfazione. “Le prospettive per la vendemmia sono decisamente positive grazie a un perfetto stato fitosanitario delle uve. Potrebbe essere una delle migliori annate degli ultimi dieci anni sotto il profilo qualitativo, anche se con produzioni leggermente inferiori”.
A fare la differenza, spiega Formiconi, sono state le piogge cadute nei momenti giusti della primavera. “Non è piovuto molto, ma l’acqua è arrivata quando serviva. Questo ha permesso alle viti di affrontare bene l’estate e di accompagnare una maturazione equilibrata dei grappoli”. A resistere meglio alle ondate di calore sono stati soprattutto i vigneti più vecchi, che grazie a radici profonde riescono a cercare l’acqua anche nei periodi più siccitosi. Il risultato sarà probabilmente una vendemmia anticipata di circa dieci giorni.
Le prime varietà bianche, come lo Chardonnay, potrebbero essere raccolte già prima o subito dopo Ferragosto, mentre anche per le uve rosse si prospetta un calendario in anticipo rispetto alla media. Uno scenario simile emerge anche dal Montecucco, dove però prevale la prudenza. “È ancora presto per parlare sia della qualità sia di una vendemmia anticipata”, osserva Giovan Battista Basile, presidente del Consorzio Tutela Vini Montecucco. “Possiamo però dire che i vigneti sono in buono stato di salute. Le abbondanti piogge dell’inverno e della primavera, protrattesi fino a maggio, hanno garantito una buona riserva idrica e, almeno fino a oggi, le vigne non hanno risentito dei picchi di calore che hanno colpito altri territori”.
Qualche preoccupazione in più arriva invece dall’area del Morellino di Scansano, dove l’effetto delle alte temperature comincia a farsi vedere. “Le produzioni sono al momento nella norma sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo”, spiega l’agronomo Alessandro Fiorini, vicepresidente del Consorzio. “Tuttavia il protrarsi delle ondate di calore sta iniziando a provocare situazioni localizzate di stress idrico. Se il caldo dovesse continuare ancora a lungo, il potenziale produttivo potrebbe risentirne”. Per questo motivo, aggiunge Fiorini, è ancora difficile fare stime definitive. “Manca circa un mese alla raccolta delle varietà più precoci e saranno determinanti i prossimi quindici o venti giorni. Dal punto di vista sanitario, invece, le uve sono davvero in ottime condizioni”.
Anche il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana conferma un quadro generalmente positivo. “I vigneti sono sani e in ottimo stato fitosanitario”, afferma il direttore Luca Pollini. “L’unica vera incognita resta il caldo persistente. Se le temperature continueranno a essere così elevate potrebbero emergere alcune criticità, soprattutto nelle vigne più esposte”.