La conferenza permanente ha approvato l’intervento di riparazione, restauro e ripristino del santuario Madonna della Filetta in località Rocchetta, ad Amatrice. Questo santuario rurale si trova nelle vicinanze della frazione di Rocchetta, in una radura circondata da un querceto, e comprende due edifici distinti: la chiesa e il rifugio. La chiesa, ad aula unica, termina con un’abside semicircolare coperta da volta a catino in muratura di pietra, mentre il rifugio è sviluppato su tre livelli, ognuno suddiviso in tre vani.
Dettagli dell’intervento
Il progetto prevede diversi interventi tecnici, tra cui il rinforzo delle murature tramite iniezione di malta e la tecnica “scuci e cuci” per la riparazione. Saranno realizzati un nuovo architrave e cuciture a secco con barre elicoidali in acciaio inox. Inoltre, si procederà alla chiusura delle nicchie con mattoni pieni e al rinforzo murario tramite ristilatura armata dei giunti di malta. Il costo complessivo dell’intervento è di 1.950.000 euro.
Il commissario straordinario alla ricostruzione del sisma 2016, Guido Castelli, ha sottolineato l’importanza di questo intervento: «Restituire alla comunità un luogo di culto così legato alla storia e all’identità locale significa ricostruire un punto di riferimento spirituale e sociale». Castelli ha ringraziato tutti i soggetti coinvolti, tra cui l’assessore regionale Manuela Rinaldi e il Vescovo Vito Piccinonna.
Il Questore della Camera, Paolo Trancassini, ha evidenziato che l’approvazione dell’intervento rappresenta un risultato significativo per il territorio, contribuendo a preservare le radici culturali e spirituali delle comunità locali. La ricostruzione dei luoghi di culto è vista come un passo fondamentale per il ritorno alla vitalità delle comunità colpite dal sisma.
Il sindaco Giorgio Cortellesi ha ricordato che ogni anno, durante la domenica dell’Ascensione, si celebra la festa della Madonna di Filetta, patrona di Amatrice, con una processione che attraversa il bosco di querce fino al santuario. Questo recupero non è solo un restauro architettonico, ma un modo per restituire alla comunità un luogo di identità, fortemente danneggiato dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016.