Il Tribunale dichiara il fallimento del Brescia Calcio: termina l’era Cellino

La liquidazione giudiziale arriva nel giorno del 70esimo compleanno di Massimo Cellino, segnando la fine di un'epoca.

Il Tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale del Brescia Calcio. Con la sentenza n. 253/2026 si chiude la vicenda della società guidata da Massimo Cellino, già esclusa dai campionati professionistici dopo il mancato rispetto delle scadenze economiche.

La decisione è arrivata proprio nel giorno del settantesimo compleanno dell’imprenditore, una data simbolica nel momento più duro per il club che per 114 anni ha attraversato la storia del calcio italiano tra Serie A e Serie B.

La sentenza

La Sezione procedure concorsuali del Tribunale ha disposto l’avvio della liquidazione giudiziale per la società con sede a Torbole Casaglia. Sono stati nominati Alessandro Pernigotto come giudice delegato e Luigi Meleleo come curatore. Per i creditori, il termine ultimo per presentare le domande di ammissione allo stato passivo è stato fissato al 20 novembre 2026.

Il provvedimento arriva dopo l’esclusione del Brescia dai campionati professionistici e il successivo avvio della procedura concorsuale. Il club aveva tentato anche la strada del concordato in bianco, ma l’ipotesi è stata rigettata.

Il nodo dei creditori

A pesare sulla decisione è stata anche la relazione dell’esperto incaricato di seguire lo stato di crisi della società nell’ultimo anno. Nel documento, secondo quanto emerso, viene evidenziato che “la società non ha rispettato il principio di buona fede e correttezza nella presente composizione”. La riattivazione della matricola del vecchio Brescia, avvenuta lo scorso 30 giugno, non è bastata a cambiare il finale.

Sullo sfondo restava anche la cessione di Sandro Tonali, che avrebbe potuto portare circa 6 milioni di euro di diritti di valorizzazione. Una somma che, però, non ha evitato il fallimento.

Amaro il commento di Massimo Cellino dopo la decisione del Tribunale: “È solo un atto di punizione. Non pensavo che l’acredine fosse più forte della ragione”. Poi il presidente ha aggiunto: “Il problema è che si perdono oltre 5 milioni per i creditori. Purtroppo il 2 agosto è troppo vicino perciò non serve neppure impugnare l’atto”.

Per il Brescia Calcio si chiude così una pagina lunghissima. Non solo una vicenda giudiziaria e societaria, ma la fine formale di un club che per oltre un secolo ha rappresentato una parte importante del calcio bresciano.