Il Festival Internazionale di Musica d’Organo torna al santuario della Verna in occasione dell’ottavo centenario del transito di San Francesco. Da mercoledì 29 luglio a mercoledì 26 agosto, il festival proporrà cinque concerti a ingresso gratuito, con inizio alle 21.00, in cui si esibiranno alcuni dei più apprezzati interpreti del panorama musicale mondiale.
Programma del Festival
Coordinato dalla direzione artistica del Maestro Eugenio Maria Fagiani, il festival è uno dei più longevi e qualificati appuntamenti dedicati alla musica organistica in Italia. Il cartellone vedrà alternarsi artisti provenienti da Spagna, Svizzera, Ungheria e Italia. La serata di apertura, mercoledì 29 luglio, sarà affidata allo spagnolo Pedro Alberto Sanchez, organista e maestro di cappella del Monastero Reale dell’Escorial, che presenterà un programma con opere di Bach, Cabanilles, Franck e altri autori iberici.
Il secondo concerto, mercoledì 5 agosto, vedrà protagonista lo stesso Fagiani, che eseguirà un repertorio che spazia tra Bach, Händel e composizioni originali. Mercoledì 12 agosto sarà la volta del giovane organista Tommaso Maria Mazzoletti, mentre mercoledì 19 agosto si esibirà l’ungherese Levente Kuzma, che ha suonato in cattedrali e abbazie di tutto il mondo.
Chiusura del Festival
La rassegna si concluderà mercoledì 26 agosto con un concerto per soprano e organo, in cui si esibiranno Giulio Mercati e la spagnola Lidia Basterretxea Vila, promettendo un finale di particolare intensità artistica e spirituale. Questo evento anticipa il quarantennale del festival, previsto per l’estate del 2027.
Il sindaco di Chiusi della Verna, Giampaolo Tellini, ha commentato: «Questo festival rappresenta un appuntamento di straordinario valore per il nostro territorio, nato da una sinergia tra realtà locali, e testimonia la capacità di unire l’eccellenza musicale internazionale a un momento significativo della storia francescana. Accogliere artisti da diversi Paesi in un luogo ricco di storia e spiritualità offre al pubblico un’esperienza che supera il semplice concerto, diventando una preziosa occasione di valorizzazione del nostro patrimonio culturale e identitario».