Una provincia capace di entrare nel podio nazionale per la qualità della formazione negli sport, con buoni risultati individuali, ma che non riesce a rendere il sistema sportivo abbastanza competitivo. È il ritratto che emerge dall’Indice di Sportività 2026 del Sole 24 Ore, il report che analizza la qualità e la diffusione delle pratiche sportive nel Bel Paese, che colloca Pisa al 47° posto nella classifica generale delle province italiane.
Un’analisi in chiaroscuro che evidenzia da un lato, grazie anche all’Università, un alto livello di formazione, oltre a un discreto successo negli sport individuali, indoor e paralimpici. D’altro canto, il sistema in sé manca di competitività generale: pochi grandi eventi, scarsi investimenti, debolezza degli sport di squadra e limitata presenza dei media sportivi.
Formazione e risultati
Guardando i numeri del report, a trainare il territorio è soprattutto la formazione. Pisa conquista infatti il terzo posto nazionale, grazie alla presenza dei corsi universitari, di Scienze motorie, dei master, degli Its e dei licei sportivi. Molto bene anche per il numero di dirigenti tecnici e ufficiali di gara, dove si piazza quarta in Italia, segno di un patrimonio di competenze che rappresenta uno dei principali punti di forza del movimento sportivo locale.
Tra i risultati migliori figurano anche l’11esimo posto negli sport indoor, il 16° negli sport dell’acqua, il 17° nello sport paralimpico, il 18° per le società dilettantistiche e il 25° nel calcio professionistico, a conferma di un tessuto sportivo che, in diversi ambiti, riesce a esprimere realtà di livello nazionale.
Criticità del sistema
Il quadro cambia però osservando gli indicatori che misurano la forza complessiva del sistema. Pisa scivola al 70° posto per gli investimenti nello sport e al 64° per la capacità di attrarre eventi sportivi nazionali e internazionali. Ancora più indietro il movimento del calcio dilettantistico, fermo al 79° posto, mentre gli altri sport di squadra, come rugby, baseball, hockey e pallanuoto, precipitano addirittura al 94°, uno dei peggiori piazzamenti dell’intera graduatoria.
Tra le criticità compare anche il settore dell’informazione sportiva: Pisa è infatti 84ª nell’indicatore dedicato ai media e ai giornalisti specializzati. Il risultato finale racconta quindi una provincia dalle due facce. Da un lato un’elevata capacità di formare tecnici, dirigenti e atleti e di ottenere risultati in diverse discipline individuali; dall’altro un sistema che fatica a trasformare queste eccellenze in una competitività diffusa, capace di attrarre investimenti, grandi eventi e di rafforzare gli sport di squadra.
Insomma, lo sport nel territorio pisano dispone di basi solide e di eccellenze riconosciute, ma che non riesce ancora a trasformarle in un sistema altrettanto competitivo. Le punte di eccellenza ci sono, così come la capacità di formare figure di alto livello, ma il salto di qualità non c’è ancora stato.