Inaugurazione della nuova Stazione di Posta in Piazza Arnolfo

La struttura offrirà accoglienza e servizi per le persone in difficoltà.

Giovedì 30 luglio, alle ore 17.30, si svolgerà l’inaugurazione della nuova Stazione di Posta in piazza Arnolfo, un progetto che trasforma un immobile degradato in un centro di accoglienza e orientamento per le persone più fragili. La struttura, finanziata con 1,09 milioni di euro del PNRR nell’ambito della Missione 5 “Inclusione e coesione”, offrirà servizi sanitari, sociali, lavorativi e abitativi, oltre a nuovi bagni pubblici accessibili.

La Stazione di Posta rappresenta un importante presidio sociale, destinato a diventare un punto di riferimento per chi vive situazioni di povertà, disagio sociale o difficoltà abitativa. All’interno, gli utenti troveranno ascolto, prima accoglienza e orientamento ai servizi disponibili sul territorio. Il progetto prevede anche spazi per l’accoglienza temporanea e la creazione di percorsi personalizzati per il recupero dell’autonomia.

Un nuovo inizio per la comunità

“Non inauguriamo soltanto un edificio riqualificato, ma un nuovo presidio sociale per tutta la Valdelsa”, ha dichiarato Daniele Tozzi, assessore al welfare culturale. “Sarà un luogo capace di integrare servizi sanitari, sociali, lavorativi e abitativi, per contrastare la povertà e l’emarginazione in modo concreto e strutturale. L’aiuto che vogliamo offrire non è permanente, ma temporaneo e mirato”.

Le attività della Stazione di Posta saranno sviluppate in collaborazione con i servizi pubblici, il Terzo settore e le associazioni locali, garantendo un sostegno continuativo e personalizzato. La riqualificazione dell’immobile comprende anche il rifacimento dei bagni pubblici, ora moderni e accessibili alle persone con disabilità.

Un segnale di inclusione

“È un servizio importante non soltanto per chi si trova in difficoltà, ma per tutta la città”, ha aggiunto Tozzi. “Recuperiamo una zona che da troppo tempo presentava condizioni di degrado e la trasformiamo in uno spazio sicuro, accessibile e utile. È un segnale concreto della volontà della nostra comunità di non lasciare indietro nessuno”. Il progetto è promosso dalla Società della Salute Alta Val d’Elsa con il supporto della Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa e del Comune di Colle di Val d’Elsa.