I carabinieri hanno identificato in Gurjant Singh, un uomo di 29 anni, il responsabile del duplice omicidio avvenuto il 18 aprile al tempio sikh di Covo, dove sono stati uccisi Rajinder Singh e Gurmit Singh, e una terza persona è rimasta ferita. L’arresto è avvenuto a Birmingham, ponendo fine a una caccia all’uomo durata tre mesi.
Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso il killer, vestito di nero, che alle 2.40 della notte si è avvicinato al tempio, si è inginocchiato e ha aperto il fuoco, esplodendo tredici colpi di pistola. Dopo la sparatoria, due persone sono morte sul colpo e una terza è stata ferita. I carabinieri, grazie all’analisi dell’auto utilizzata da Gurjant, sono riusciti a rintracciarlo.
Le dinamiche dell’omicidio
Il duplice omicidio è stato innescato da una faida tra due gruppi per il controllo del centro culturale Gurudwara Mata Sahib Kaur Ji. Con l’avvicinarsi delle elezioni per i vertici del centro, le tensioni erano aumentate, portando a minacce e violenze. Rajinder Singh, ex presidente del centro, è stato il primo obiettivo del killer, che ha sparato sette colpi, quattro dei quali alla testa. Gurmit Singh, 48 anni, è stato colpito da altri sei proiettili.
Le indagini hanno rivelato che Gurjant conosceva bene le vittime e aveva avuto precedenti discussioni con loro. È emerso che potrebbe essere cugino di Dhillon Yovanpreet Singh, uno dei due indagati che si sono presentati ai carabinieri il giorno dopo la sparatoria. Nonostante siano stati interrogati, non sono considerati centrali nell’indagine.
Le indagini e l’arresto
La notte dell’omicidio, Gurjant ha abbandonato la sua Bmw lungo la strada provinciale 198 a Calcio, facendo perdere le sue tracce. Le indagini hanno coinvolto telecamere, testimonianze e perquisizioni, portando infine all’arresto a Birmingham. Martedì si terrà l’udienza per l’estradizione di Gurjant Singh in Italia.