Preoccupazioni del centrosinistra per il trasferimento del primo intervento

Le forze di opposizione criticano il progetto di riorganizzazione del Punto di Primo Intervento dell'ospedale Bellini.

Il dibattito sul futuro del Punto di Primo Intervento dell’ospedale Bellini di Somma Lombardo è tornato al centro dell’attenzione, con le forze di opposizione di centrosinistra che hanno espresso forti preoccupazioni riguardo a quello che Asst Valle Olona definisce un’“evoluzione” del servizio. Prima del consiglio comunale di sabato 25 luglio, il Partito Democratico, Sinistra per Somma e Somma Futura hanno convocato una conferenza stampa per discutere della questione.

Il sindaco Silvio Pezzotta ha recentemente descritto il progetto come un’evoluzione dei servizi, invitando a considerare il percorso avviato dalla Regione Lombardia e da Asst Valle Olona. Tuttavia, il centrosinistra ha contestato questa visione, sostenendo che il trasferimento del Punto di Primo Intervento alla vicina casa di comunità rappresenti in realtà una chiusura del servizio.

Critiche e preoccupazioni

Tra i più critici, l’ex sindaco Claudio Brovelli ha affermato: «Questo non è un trasferimento, ma una chiusura». Ha inoltre sottolineato la necessità di un’unità tra le forze politiche per difendere i servizi sanitari locali. Anche Andrea Grossoni ha denunciato una «lungimiranza al contrario», evidenziando la perdita progressiva di servizi specialistici negli ultimi anni.

Il capogruppo Stefano Aliprandini ha messo in evidenza il cambiamento del servizio, ora definito «semplice prima assistenza», suggerendo che si tratti di una modifica sostanziale della struttura. Stefano Bellaria, ex sindaco, ha contestato l’affidabilità dei progetti di Asst Valle Olona, ribadendo la differenza tra una casa di comunità e un pronto soccorso.

Richiesta di trasparenza

Il segretario del Partito Democratico, Xhuljano Banaj, ha chiesto un confronto diretto con i vertici di Asst Valle Olona per chiarire le reali intenzioni riguardo al futuro dell’ospedale Bellini. I giovani democratici Ronny Francisco Zea Cedeño e Fabio D’Addozzio hanno sottolineato l’importanza di un fronte comune per garantire i servizi sanitari, affermando che «non ci sono né bandiere né casacche» quando si tratta di salute pubblica.