Le case bianche con porte e finestre blu, il panorama sul Mediterraneo e un’atmosfera che da secoli richiama artisti e viaggiatori: Sidi Bou Said entra ufficialmente nella Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Il borgo tunisino ha ottenuto il riconoscimento durante la 48ª sessione del Comitato del patrimonio mondiale svoltasi a Busan, in Corea del Sud. La decisione è stata approvata all’unanimità, confermando il valore universale di un luogo considerato simbolo dell’incontro tra paesaggio, cultura e tradizione mediterranea.
Un nuovo riconoscimento per la Tunisia
Con l’iscrizione di Sidi Bou Said salgono a dieci i siti della Tunisia inseriti nella Lista del patrimonio mondiale dell’Unesco. Nove appartengono alla categoria dei beni culturali, mentre uno è un sito naturale. La candidatura del borgo era stata avviata nel febbraio 2024 con il titolo dedicato al ruolo di Sidi Bou Said come centro di ispirazione culturale e spirituale nel Mediterraneo. Il dossier è stato curato dal ministero tunisino degli Affari culturali e dall’Istituto nazionale del patrimonio, in collaborazione con il ministero degli Esteri e le altre amministrazioni coinvolte.
Un borgo tra architettura e spiritualità
Situato su un promontorio nella zona settentrionale di Tunisi, Sidi Bou Said si è sviluppato intorno alla tomba del maestro sufi Abu Said al-Baji, vissuto tra il XII e il XIII secolo. Secondo l’Unesco, il valore del sito nasce dal particolare equilibrio tra l’ambiente naturale e l’architettura del borgo. Le abitazioni bianche con dettagli blu, diventate il simbolo del paese nel mondo, si integrano con la conformazione della falesia e con il paesaggio mediterraneo circostante. A rendere unico il villaggio è anche la continuità della sua dimensione spirituale, che nel corso dei secoli ha contribuito ad attirare artisti, scrittori e visitatori provenienti da diversi Paesi.
Il riconoscimento del valore culturale
L’iscrizione è stata assegnata sulla base del criterio culturale numero tre dell’Unesco, dedicato ai luoghi che rappresentano una testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà. Il sito riconosciuto comprende un’area di 76,54 ettari, affiancata da una zona cuscinetto di 84,44 ettari, pensata per contribuire alla protezione del territorio circostante.
Durante la sessione del Comitato, l’ambasciatore Dhia Khaled, delegato permanente della Tunisia presso l’Unesco e capo della delegazione tunisina a Busan, ha evidenziato il significato del riconoscimento, definendo Sidi Bou Said un luogo capace di unire architettura, paesaggio, spiritualità sufi e creatività artistica.
Una nuova responsabilità per il turismo
L’ingresso nella Lista del patrimonio mondiale rappresenta un’importante occasione di valorizzazione internazionale per Sidi Bou Said e per l’intera Tunisia. Il riconoscimento può rafforzare l’interesse turistico verso il borgo, già noto per il suo fascino e per il suo patrimonio storico. Allo stesso tempo, però, comporta nuove responsabilità nella tutela del territorio. La gestione dei flussi di visitatori, il controllo dello sviluppo urbano e la conservazione dell’autenticità architettonica saranno elementi fondamentali per preservare nel tempo le caratteristiche che hanno reso il borgo un luogo unico.
Un nuovo tassello del patrimonio tunisino
Sidi Bou Said si aggiunge così ad altri luoghi tunisini già riconosciuti dall’Unesco, tra cui la Medina di Tunisi, il sito archeologico di Cartagine, l’anfiteatro di El Jem, Kairouan, Dougga, Kerkouane, Sousse e Djerba. L’unico sito naturale tunisino presente nella Lista resta invece il Parco nazionale di Ichkeul. Con il nuovo ingresso, il Paese rafforza ulteriormente il proprio ruolo nella valorizzazione del patrimonio culturale mediterraneo.