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Crescono le microvacanze, brevi ma frequenti: cambia il modo di viaggiare degli italiani

L'indagine di Confturismo evidenzia il boom di questo fenomeno: aumentano le partenze, diminuiscono i soggiorni lunghi e il budget viene distribuito durante l’estate

Crescono le microvacanze, brevi ma frequenti: cambia il modo di viaggiare degli italiani

Microvacanze: l’estate 2026 segna un nuovo cambiamento nelle abitudini di viaggio degli italiani. A crescere non è soltanto il numero delle partenze, ma soprattutto il modo in cui vengono organizzate le ferie. Sempre più persone scelgono infatti di suddividere le vacanze in più momenti dell’anno, privilegiando soggiorni di pochi giorni anziché un unico lungo periodo lontano da casa. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Confturismo-Confcommercio in collaborazione con SWG, che fotografa un turismo in continua evoluzione e sempre più orientato alla flessibilità.

Le microvacanze conquistano gli italiani

Secondo lo studio, il 58% degli italiani ha programmato più periodi di vacanza separati durante l’estate. Al contrario, soltanto un quarto degli intervistati ha scelto di concentrare le ferie in un unico soggiorno, nella maggior parte dei casi di breve durata. Il fenomeno delle cosiddette microvacanze continua così a rafforzarsi. Ben il 69% degli italiani prevede infatti uno o più soggiorni brevi, una percentuale superiore a quella di chi trascorrerà almeno una settimana consecutiva in vacanza, che si ferma al 52%. L’estate 2026 farà inoltre registrare circa tre milioni di partenze in più rispetto allo scorso anno, confermando la voglia di viaggiare nonostante un contesto economico che continua a richiedere attenzione nelle spese.

Agosto resta il mese preferito

Pur con una maggiore distribuzione delle ferie nel corso della stagione, agosto si conferma il mese più scelto per la vacanza principale. Lo ha indicato il 43% degli intervistati, mentre settembre raccoglie il 22% delle preferenze, a conferma di una progressiva destagionalizzazione dei viaggi. Per il 26% degli italiani, inoltre, la vacanza principale sarà anche quella di durata più lunga. La tendenza a partire anche a settembre evidenzia come molti viaggiatori preferiscano periodi meno affollati e, spesso, condizioni climatiche più favorevoli.

L’Italia supera le destinazioni estere

Le tensioni e le incertezze dello scenario internazionale stanno influenzando anche le scelte delle destinazioni. Cresce infatti l’interesse per le località italiane, mentre diminuisce la quota di chi sceglie di trascorrere le vacanze all’estero. Rispetto allo scorso anno, la percentuale di italiani che viaggerà fuori dai confini nazionali passa dal 44% al 37%. Ancora più marcato il calo dei viaggi verso i Paesi extraeuropei, che risultano più che dimezzati rispetto al 2025 e registrano una diminuzione fino al 67% nel caso dei soggiorni brevi.

Il budget viene distribuito durante l’estate

La spesa media prevista per le vacanze estive è pari a 1.165 euro a persona. Più che ridurre la voglia di partire, gli italiani sembrano aver modificato il modo di utilizzare il proprio budget, distribuendolo su più soggiorni nell’arco della stagione. Anche per questo motivo aumentano le soluzioni che permettono di contenere le spese. Ad agosto il 31% degli intervistati soggiornerà nelle seconde case oppure sarà ospite di amici e parenti, una scelta che consente di limitare i costi senza rinunciare alle ferie.

Le differenze legate al reddito

L’indagine mette in evidenza anche un forte divario economico. Tra le famiglie con un reddito annuo inferiore a 18 mila euro, il 31% non partirà affatto durante l’estate. Di queste, il 10% degli italiani dichiara di non potersi concedere neppure un giorno di vacanza per motivi economici.
Lo scenario cambia invece nelle famiglie con un reddito superiore a 54 mila euro annui. In questo caso oltre sei persone su dieci prevedono più periodi di vacanza, comprendendo almeno un soggiorno di una settimana o più.