Negli occhi e nei ricordi di molti sono impresse le immagini dell’alluvione che nel maggio 2024 vide Bellinzago Lombardo e Gessate venire letteralmente sommerse dall’acqua, con persone recuperate dalle loro case utilizzando i gommoni dei Vigili del fuoco. All’epoca anche i Comuni che sorgono lungo il Molgora guardarono con apprensione al livello sempre più alto del corso d’acqua, esondato in alcuni punti con gravi danni ad attività agricole e ad alcune abitazioni. A distanza di due anni da quei fatti e dopo un lungo percorso di studio e analisi di quanto accaduto, Regione Lombardia ha bandito una gara da 271mila euro complessivi per importanti interventi idraulici lungo il torrente nel territorio di Gorgonzola, ma soprattutto a Melzo.
271mila euro per mettere in sicurezza il Molgora
Il bando di gara regionale è stato pubblicato sul sito istituzionale a inizio settimana e scadrà il 3 agosto. A quel punto partirà l’iter di valutazione delle proposte presentate e, successivamente, l’aggiudicazione dei lavori che, per questo primo lotto, hanno un valore complessivo a base d’asta di 271mila euro. Il progetto, presentato dai tecnici incaricati da Regione di effettuare le analisi sullo stato del reticolo idrico della zona, parte da una costatazione basilare: nel maggio 2024 siamo stati fortunati.
Come si legge nella relazione, durante l’evento alluvionale di due anni fa, l’acqua in eccesso nelle Trobbie, i corsi d’acqua esondati a Bellinzago e Gessate, è stata «dirottata» sul Naviglio Martesana che ha assolto il ruolo di scolmatore lineare, impedendo che la piena assumesse contorni ancor più catastrofici. L’acqua, però, si è riversata nel Molgora, affluente diretto, aggravando la situazione del torrente da un punto di vista strutturale. La massa d’acqua, che ha trasportato con sé detriti e piante, ha accelerato il processo di erosione degli argini già in essere e ha creato dei depositi che ostruiscono il flusso regolare con potenziali ricadute negative in caso di piene. Da qui la decisione di intervenire in via d’urgenza per ripristinare gli argini, consolidarli, pulire l’alveo e garantire, per quanto possibile, una migliore gestione di eventuali fenomeni alluvionali.
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