Il primo semestre di quest’anno si è chiuso con numerose incognite e un livello di incertezza che si mantiene elevato. Al netto del susseguirsi di repentini cambi di passo, connessi ad altalenanti segnali di distensione e di escalation delle tensioni geopolitiche, le revisioni al ribasso delle stime di crescita globale, su cui convergono i principali istituti di analisi internazionali, scontano lo shock del conflitto in Medio Oriente. Prevalgono, infatti, la volatilità dei mercati guidati dai titoli tecnologici, le attese di rialzo dei tassi di interesse e le aspettative di crescenti pressioni inflazionistiche dovute agli sviluppi della crisi dello stretto di Hormuz.
La forzata ricomposizione degli scambi internazionali, avviata con le politiche commerciali restrittive statunitensi e rafforzatasi per via del conflitto nell’area mediorientale, sta generando tensioni sull’approvvigionamento dei fattori della produzione, oltre che delle commodities.
Al riguardo, le prospettive dell’auspicata conclusione del conflitto nel golfo Persico incorporano attese di un probabile iniziale eccesso di offerta di petrolio e di materie prime (fertilizzanti, alluminio, metalli e input intermedi) e incognite in termini di capacità produttiva a causa dei danni alle infrastrutture energetiche nei Paesi del Golfo e dei relativi tempi di ripristino.
L’instabilità e la necessità di gestire un’incertezza dominante impone cautela alle imprese e rende, in tal modo, complesse la programmazione degli investimenti, la riconfigurazione delle catene del valore, l’accesso a nuovi mercati di sbocco e la ricerca dell’equilibrio dei fattori produttivi, su cui, peraltro, gravano gli elevati costi dell’energia e le connesse minori marginalità.
In termini di demografia imprenditoriale si confermano tendenze settoriali eterogenee, con dinamiche complessive che rispecchiano un fisiologico orientamento dominante di attendismo.
L’algebra dei flussi riferita alla seconda porzione d’anno restituisce su scala nazionale 32 mila e 700 unità aggiuntive, pressoché in linea con le dinamiche riferite all’analogo periodo 2025; la composizione del saldo è l’esito di un turnover più vivace in termini di iscrizioni, cui si associa la maggiore accentuazione delle cessazioni (rispettivamente +3,7% e +6,4% rispetto al II Trimestre 2025), come illustrato nel grafico seguente.

Gli esiti algebrici cumulati da gennaio a giugno su scala nazionale si attestano su 33 mila e 400 unità aggiuntive, in significativo avanzo rispetto allo scorso anno (29 mila e 740 le unità in più riferite al primo semestre 2025), all’esito di una dinamica dell’iniziativa imprenditoriale leggermente più sostenuta (+1,6%) e della sostanziale stazionarietà delle cessazioni. Al riguardo, a partire da inizio anno, in termini settoriali si conferma la maggiore vivacità delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+7.227 unità, +2,85%), seguite dalle costruzioni (+5.450 imprese, +0,68%) e dalle attività finanziarie e assicurative (+5.169 re, +3,48%). Diversamente, i settori tradizionali, come il commercio, l’agricoltura e la manifattura confermano il bilancio in rosso.

Su scala regionale, il Lazio si posiziona al secondo posto per tasso di crescita riferito al secondo quarto dell’anno in corso (+0,73%, a fronte del +0,56% nazionale), con un saldo che sfiora le 4 mila e 300 unità, in rallentamento tendenziale di circa il 10% (+0,79% nel secondo trimestre 2025). Diversamente, ampliando l’osservazione a partire da inizio anno, il bilancio demografico cumulato mostra un’accelerazione, per un saldo complessivo che sfiora le 6 mila e 800 unità aggiuntive (+1,15% il tasso di crescita, rispetto al +1,07% riferito al primo semestre 2025).
Al riguardo, la performance semestrale laziale è sostenuta da un tasso di natalità pressoché in linea con il precedente (3,41%) e dal deciso ridimensionamento dell’indice di mortalità (2,26%, a fronte del 2,35% riferito all’analogo periodo dell’anno precedente), come evidenziato nella tabella seguente:

Anche il bilancio trimestrale dei territori di Frosinone e Latina è positivo (+613 imprese) e risulta pressoché in linea con il secondo quarto targato 2025, per un avanzo che da inizio anno è superiore di circa 1/5 (+760 unità, +073% il tasso di crescita, a fronte del +0,61% riferito a gennaio-giugno 2025). Al riguardo, tale performance semestrale è dovuta alla maggiore accelerazione del Frusinate sostenuta dall’inconsueto avanzo in apertura d’anno (+42% il saldo), prevalentemente determinato dal rallentamento delle cessazioni (-8%); diversamente l’espansione in area pontina (+10%) è l’esito di una leggera crescita delle iscrizioni e di un altrettanto lieve rallentamento delle cessazioni.
LA PROVINCIA DI FROSINONE
A fine giugno 2026 in provincia di Frosinone risultano 47.419 imprese registrate, delle quali 38.834 attive (81,9% del totale). Nel secondo trimestre ammontano a 603 le iscrizioni, pari ad un tasso di natalità dell’1,28% in leggero rallentamento (rispetto all’1,35% riferito all’analogo periodo del 2025), a fronte di 350 cessazioni non d’ufficio, per un indice di mortalità in più contenuto ridimensionamento tendenziale (0,74%, a fronte dello 0,77% nel secondo trimestre 2025).
Il bilancio trimestrale è positivo per 253 unità ed è in contenimento di circa il 10% rispetto al secondo quarto targato 2025, per un tasso di crescita che si attesta al +0,54% (a fronte del +0,58% dell’analogo periodo dello scorso anno).
Le dinamiche cumulate fino a giugno restituiscono un saldo positivo in consistente crescita (272 unità, a fronte delle 192 unità aggiuntive della prima semestrale 2025) frutto, come già evidenziato, del migliore avanzo in apertura d’anno. Tale esito è determinato dalla differenza tra le 1.381 iscrizioni, pari ad un tasso di natalità del 2,92%, che pressoché replica il precedente targato 2025, e le 1.109 cancellazioni (pari ad un tasso di mortalità al 2,35%, in contenimento rispetto al 2,53% riferito al primo semestre dello scorso anno).
La disaggregazione per settore di attività mostra il maggiore contributo delle costruzioni (72 unità aggiuntive da inizio anno, +0,99%) e delle attività immobiliari (72 unità in più da gennaio a giugno, +4,73%), seguite delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+60 unità, +4,17%). Diversamente, si conferma in rosso e per l’intero periodo il bilancio dell’agricoltura (-87 unita, -1,69%), mentre il leggero avanzo trimestrale delle attività commerciali non modifica significativamente l’esito negativo cumulato da inizio anno (-81 imprese, -0,73). Per quanto attiene le attività manifatturiere emerge una sostanziale stazionarietà.

LA PROVINCIA DI LATINA
L’universo imprenditoriale della provincia conta al 30 giugno 56.871 unità registrate, delle quali 47.372 attive (pari all’83,3% del totale). Nel secondo trimestre ammontano a 792 le iscrizioni e risultano in leggera crescita tendenziale (a fronte delle 784 riferite all’analogo periodo dello scorso anno), per un tasso di natalità pari all’1,40% (rispetto all’1,38% del II trimestre 2025). Stazionarie, invece, le cessazioni che pressoché replicano il valore riferito al secondo quarto dello scorso anno: 434 le unità cancellate, per un tasso di mortalità che si conferma allo 0,74%.
Tali dinamiche determinano un avanzo trimestrale pari a 360 unità, pari ad un tasso di crescita che si attesta al +0,63%, che risulta in linea con la seconda trimestrale targata 2025.
Gli esiti cumulati fino a giugno restituiscono 1.801 iscrizioni, pari ad un tasso di natalità in lieve maggiore accentuazione (3,17%, rispetto al +3,15% riferito alla prima semestrale 2025), a fronte di 1.313 cancellazioni, in leggera flessione (2,31% il tasso di mortalità al rispetto al precedente 2,36%). Dunque, tali moderate variazioni tendenziali capitalizzano l’inconsueta positiva performance di inizio anno, per un’espansione dell’avanzo semestrale di 488 unità (+10%), pari ad un tasso di crescita del +0,86% (rispetto +0,78% della prima semestrale 2025).
La disaggregazione settoriale mostra il maggiore avanzo semestrale delle costruzioni (63 unità aggiuntive da inizio anno, +0,85%) e delle attività turistico-ricettive (59 unità in più, +1,23%), seguite dei Servizi di supporto alle imprese (+52 imprese, +2,32%) e dalle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+49 unità, +3,06%). Diversamente, si conferma in rosso il bilancio dell’agricoltura (-97 unita, -1,07%), mentre le attività commerciali invertono la rotta in corso d’anno (30 imprese in più, +0,23). Per quanto attiene le attività manifatturiere si conferma una sostanziale stazionarietà nell’intero periodo.

Il commento del Presidente Giovanni Acampora
L’attuale contesto geopolitico sta mostrando l’urgenza di riconfigurare nuovi equilibri rispetto a coordinate economiche la cui instabilità è divenuta una costante. All’incertezza dominante si contrappone la persistente presenza di nodi cruciali per il nostro Paese e i nostri territori.
La scala europea in termini di diversificazione dei mercati di sbocco (con gli accordi commerciali promossi in sede UE) e degli approvvigionamenti, nonché di autonomia strategica, è la sola percorribile, al netto di scelte ideologiche non più sostenibili, i cui effetti emergono con una preoccupante evidenza anche nelle nostre province, come nel caso dell’Automotive.
Il clima imprenditoriale conferma la necessaria prudenza in uno scenario criptico, che richiede di trovare nuovi codici interpretativi per decodificare le trasformazioni in atto e orientare le future strategie di crescita. Tali profondi cambiamenti impongono scelte coraggiose e nuove idee di sviluppo per intercettare i principali driver di crescita, in primis, quello dell’innovazione che è in grado di accelerare l’espansione dei settori a più alto valore aggiunto.
Su questi temi la Camera di Commercio è in prima linea grazie ai PID (Punti Impresa Digitale), che sono il riferimento per le PMI che intendono esplorare le nuove tecnologie da implementare nei loro processi. Sono quasi 4 mila le imprese assistite dei digital e green promoter, figure professionali e specializzate inserite nel team camerale per supportare le aziende nella scelta delle tecnologie abilitanti per migliore i processi produttivi e i modelli di business.
Un’azione portata avanti con determinazione e continuità, attraverso interventi economici concreti ed un investimento importante: ammontano a 500 mila euro le risorse messe a disposizione delle imprese con il bando “Voucher doppia transizione digitale ed ecologica” appena pubblicato, con l’obiettivo di incentivare i programmi di innovazione e accrescere le competenze del nostro tessuto produttivo.
La capacità di competere è la sfida più impegnativa e su cui si gioca la partita decisiva per i nostri territori e la Camera di Commercio continuerà ad essere un punto di riferimento per lo sviluppo economico delle province di Frosinone latina, dialogando con le istituzioni e sostenendo il tessuto imprenditoriale nelle trasformazioni che stanno cambiando il modo di fare impresa.