Oltre 235 mila euro di bonifici
L’inchiesta della Procura di Biella, coordinata dal pubblico ministero Dario Bernardeschi, ruota attorno alla gestione della società, fallita nel dicembre 2022. Negli atti viene contestata una lunga serie di operazioni che, secondo l’accusa, avrebbero contribuito a svuotare le casse dell’azienda. Tra i dati che emergono spiccano 235.575 euro di bonifici disposti a favore dello stesso titolare, con causali come emolumenti, rimborsi spese, rimborso socio e altre diciture generiche. A questi si aggiungono poi 94 mila euro prelevati direttamente dalle casse della società e oltre 34 mila euro movimentati con bonifici e operazioni ritenute prive di giustificazione.
Soldi anche ai casinò
La ricostruzione della Guardia di Finanza comprende anche l’utilizzo della carta di credito aziendale. Secondo gli atti, tra il 2014 e il 2020 sarebbero stati effettuati prelievi in contanti per 156.580 euro, oltre a 6.400 euro di pagamenti Pos nei casinò di Saint Vincent e Campione d’Italia. Un altro capitolo riguarda i canoni di locazione dell’immobile utilizzato dalla società, di proprietà dello stesso imprenditore. La Procura contesta infatti pagamenti per decine di migliaia di euro eseguiti dalla società a favore del proprio amministratore, ritenendoli preferenziali rispetto agli altri creditori.
Il dissesto della società
Secondo la ricostruzione accusatoria, la società ha continuato l’attività nonostante una situazione economica ormai compromessa, arrivando ad accumulare un passivo di oltre 933 mila euro. Al termine del rito abbreviato, il giudice ha però ritenuto l’uomo responsabile solo per le condotte accertate a partire dal 2018, riconoscendogli le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante contestata. Oltre alla condanna, è stata disposta l’inabilitazione per tre anni all’esercizio di un’impresa commerciale e agli uffici direttivi di impresa.