Il ravvedimento operoso per la dichiarazione IVA è un’opzione importante per i contribuenti che non hanno presentato la loro dichiarazione entro i termini stabiliti. Per l’anno fiscale 2025, la scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale dell’IVA era fissata al 30 aprile 2026, secondo l’articolo 8 del d.p.r. 22.7.1998, n. 322. Tuttavia, è possibile presentare la dichiarazione anche dopo questa data, ma solo entro 90 giorni, ovvero entro il 29 luglio 2026, per evitare che venga considerata “dichiarazione omessa”.
Se la dichiarazione non viene presentata entro il termine stabilito, il contribuente rischia di incorrere in sanzioni. In caso di dichiarazione omessa, la sanzione amministrativa è pari al 120% dell’ammontare dell’IVA dovuta, con un minimo di € 250. Se le operazioni effettuate non generano imposte, la sanzione varia da € 250 a € 2.000, come stabilito dall’articolo 5 del d.lgs. 18.12.1997, n. 471.
Nel caso in cui la dichiarazione venga presentata tardivamente, ovvero entro 90 giorni dalla scadenza, si applica una sanzione fissa di € 250, ridotta a € 25 se si usufruisce del ravvedimento operoso. È fondamentale calcolare correttamente l’IVA dovuta, tenendo conto di tutti i versamenti effettuati e dei crediti non rimborsati dall’anno precedente.
Regimi speciali e sanzioni
Per i soggetti che applicano i regimi speciali di cui agli articoli 70.1 e da 74-quinquies a 74-septies del d.p.r. 26.10.1972, n. 633, le sanzioni sono diverse. Se la dichiarazione è presentata entro tre anni dalla scadenza, si applica una sanzione del 45% dell’ammontare dell’IVA dovuta, con un minimo di € 200. Se la dichiarazione viene presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo successivo, la sanzione scende al 25% dell’ammontare dell’IVA dovuta, con un minimo di € 100.
È importante notare che l’Agenzia delle Entrate ha la facoltà di procedere alla liquidazione dell’IVA anche in caso di dichiarazione omessa, utilizzando procedure automatizzate basate su fatture elettroniche e corrispettivi telematici. In questo caso, non si tiene conto del credito risultante dalla dichiarazione presentata per il periodo precedente.
Sanatoria per dichiarazione omessa
Se la dichiarazione omessa viene presentata con un ritardo superiore a 90 giorni, ma non oltre il termine stabilito dall’articolo 57 del d.p.r. 26.10.1972, n. 633, si applica una sanzione del 75% sull’ammontare delle imposte dovute, a condizione che il contribuente non abbia avuto conoscenza di accessi o verifiche. Se non sono dovute imposte, la sanzione varia da € 250 a € 2.000. In questo caso, non è possibile ricorrere al ravvedimento operoso.