La distribuzione non proporzionale degli utili nelle Società a Responsabilità Limitata (SRL) è un tema che suscita sempre più interesse e dibattito tra i professionisti del settore. Spesso, i soci richiedono una ripartizione degli utili che non segua le quote di partecipazione, per premiare contributi significativi o per motivi familiari. Tuttavia, la recente risposta a interpello n. 90 del 2026 dell’Agenzia delle Entrate ha messo in luce le complessità di tale pratica.
Il quadro normativo: L’articolo 2468, comma 3, del codice civile stabilisce che l’atto costitutivo può prevedere diritti particolari per i soci riguardo alla distribuzione degli utili. Questi diritti, se iscritti nello statuto, conferiscono stabilità e richiedono il consenso unanime per eventuali modifiche. La differenza tra diritti statutarizzati e decisioni assembleari contingenti è cruciale: i primi sono elementi strutturali, mentre i secondi possono alterare temporaneamente il meccanismo distributivo.
Inoltre, mentre le società per azioni possono emettere diverse categorie di azioni per modulare i diritti patrimoniali, le SRL utilizzano i diritti particolari per ottenere la stessa flessibilità. Questo aspetto è stato introdotto dalla riforma del diritto societario, che ha ampliato le possibilità di personalizzazione dei diritti dei soci.
Le implicazioni fiscali: La risposta dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, se una distribuzione non proporzionale è motivata da esigenze diverse dalla semplice divisione degli utili, la parte eccedente non può essere considerata dividendo. Nel caso esaminato, la distribuzione era finalizzata a soddisfare esigenze di liquidità di un socio, e quindi è stata qualificata come sopravvenienza attiva, secondo l’articolo 88, comma 3, lettera b), del TUIR.
Questa distinzione è fondamentale per i professionisti, poiché implica che la pianificazione della distribuzione degli utili deve essere attentamente considerata, tenendo conto delle normative vigenti e delle possibili conseguenze fiscali. La questione della distribuzione non proporzionale degli utili nelle SRL, quindi, richiede un approccio strategico e ben informato da parte dei soci e dei loro consulenti.