Internazionale

Corte UE: divieto di riesame per Titolo Esecutivo Europeo

La Corte UE stabilisce che il riesame dei Titoli Esecutivi deve avvenire nel paese d'origine.

La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza significativa il 25 giugno 2026, stabilendo che il giudice dello Stato di esecuzione non può effettuare un riesame nel merito di un certificato di Titolo Esecutivo Europeo (TEE), anche se questo è stato rilasciato in violazione delle norme transitorie del Regolamento 805/2004.

Questa decisione ha importanti implicazioni per il recupero di crediti transfrontalieri, poiché il debitore ha a disposizione solo la possibilità di richiedere la revoca del certificato nel paese di origine, accompagnata da una potenziale sospensione cautelare.

Le nuove regole per il recupero crediti

Il caso esaminato dalla Corte riguardava un atto notarile tedesco del 1999, certificato come Titolo Esecutivo Europeo solo nel 2021, nonostante il regolamento si applichi solo agli atti redatti dopo il 21 gennaio 2005. La banca creditrice ha richiesto l’esecuzione forzata di un credito di 25.000 euro, ma il debitore si è opposto, portando la questione davanti alla Corte suprema.

La Corte ha chiarito che il divieto di riesame del merito si applica anche in situazioni in cui la violazione delle norme temporali sia evidente. Questo significa che le autorità dello Stato di esecuzione non possono rifiutare l’esecuzione basandosi su errori di certificazione che devono essere contestati nel paese di origine.

Implicazioni per i professionisti e le aziende

Questa sentenza rappresenta un inasprimento delle regole per il recupero crediti transfrontaliero, imponendo ai professionisti e alle aziende di prestare maggiore attenzione alla validità dei certificati di Titolo Esecutivo Europeo. È fondamentale che le pratiche di recupero crediti siano gestite con attenzione, considerando che eventuali errori devono essere corretti nel paese di origine e non possono essere contestati nello Stato di esecuzione.

In conclusione, la Corte UE ha stabilito un principio chiaro: il controllo della validità dei certificati di TEE spetta esclusivamente allo Stato di origine, mentre lo Stato di esecuzione deve limitarsi a eseguire le decisioni già certificate. Questa decisione potrebbe avere un impatto significativo sulle pratiche di recupero crediti all’interno dell’Unione Europea.