Una settimana è bastata per lasciare il segno. Il Milan targato Ruben Amorim è ancora un cantiere aperto, ma il nuovo allenatore ha già conquistato lo spogliatoio. I giocatori che hanno iniziato il ritiro fin dal primo giorno a Milanello hanno apprezzato il suo approccio, fatto di intensità, dialogo e soprattutto di un calcio in cui il pallone è protagonista dall’inizio alla fine della seduta.
È presto per trarre conclusioni definitive, ma le sensazioni raccolte nei primi allenamenti sono più che positive. Il tecnico portoghese sta introducendo una nuova filosofia, modificando non solo il modo di giocare, ma anche quello di pensare il calcio. La tattica rappresenta il fulcro del lavoro quotidiano e ogni esercitazione è studiata per migliorare movimenti, tempi di gioco e letture delle situazioni.
Al momento il gruppo è ancora incompleto. Mancano infatti i dieci giocatori impegnati al Mondiale, oltre a Luka Modrić, destinato a proseguire la sua avventura in rossonero anche nella prossima stagione. Chi è già al lavoro, però, ha raccontato ai compagni le prime impressioni sul nuovo corso. Il giudizio è unanime: rispetto al passato è cambiato molto.
Una delle principali novità riguarda l’organizzazione degli allenamenti. Amorim ha scelto di lavorare con una sola seduta al giorno, sempre al mattino. La squadra si ritrova per la colazione entro le 8.30, alle 9 è prevista la riunione negli spogliatoi e alle 10 iniziano palestra e lavoro sul campo.
Una scelta controcorrente rispetto a molte altre squadre, che in estate alternano doppie sedute quotidiane. Il tecnico portoghese, però, è rimasto fedele al metodo che gli ha permesso di ottenere risultati importanti nelle esperienze precedenti, puntando su allenamenti intensi, senza troppe interruzioni e con un coinvolgimento costante del pallone.
L’obiettivo non è soltanto costruire la condizione atletica. Amorim vuole soprattutto allenare la velocità di pensiero dei suoi calciatori, riducendo i tempi di reazione e automatizzando i principi di gioco sia in fase di costruzione sia nella pressione sugli avversari. Per il nuovo allenatore, infatti, la componente mentale è importante quanto quella fisica.
A facilitare il lavoro dello staff è stato anche l’atteggiamento della squadra. I test atletici effettuati all’inizio del ritiro hanno evidenziato condizioni fisiche soddisfacenti. Molti giocatori si sono presentati già preparati, consapevoli che partire forte possa essere decisivo per conquistare spazio nelle gerarchie del nuovo allenatore.
Nelle prossime settimane il Milan volerà in Australia, dove il gruppo sarà quasi al completo e le temperature decisamente più miti potrebbero consentire qualche seduta supplementare. Ma la filosofia di Amorim difficilmente cambierà: il lavoro sulla testa dei calciatori continuerà a essere la priorità, perché prima ancora della corsa conta la capacità di interpretare il gioco.