Roma (RM)

La Regione Lazio ha presentato il piano per aiutare le pazienti affette da endometriosi

Struttura multidisciplinare. 'La chirurgia è solo una delle opzioni'

La Regione Lazio ha presentato il piano per aiutare le pazienti affette da endometriosi

Un percorso multidisciplinare e integrato, che vede coinvolte aziende, ospedali e università di tutto il Lazio per aiutare le pazienti affette da endometriosi senza arrivare necessariamente all’intervento chirurgico. È stato presentato il Piano di rete regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi della Regione Lazio. Hanno preso parte alla presentazione il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il direttore della direzione regionale salute della Regione Lazio, Andrea Urbani, la direttrice del reparto ginecologia oncologica del policlinico Gemelli, Anna Fagotti e la consigliera regionale Marika Rotondi. Presenti anche Luisa Scambia ed Emma Scambia della “Fondazione Giovanni Scambia” e Annalisa Frassineti, presidente dell’Ape Odv (Associazione progetto endometriosi).

“Sono molto orgoglioso – ha detto Rocca – perché parliamo di un lavoro corale, importante, e molto qualificato, nato insieme al professor Scambia. Fu lui a portare questo Pdta (Percorso diagnostico terapeutica assistenziale, ndr), su cui poi ovviamente insieme agli altri professionisti, ai rappresentanti delle associazioni, si è costruito un percorso per le donne che oggi soffrono questa patologia e non trovano sempre una risposta all’interno di tutte le strutture sanitarie. Con questa rete – ha aggiunto Rocca – ci sarà una strutturazione su tutto il territorio regionale molto qualificata, multidisciplinare, perché non è soltanto il ginecologo, ma sono diversi i professionisti che collaboreranno per la presa in carico delle pazienti”.

Con questo piano viene infatti creata la Rete Regionale Endometriosi: un sistema integrato, coordinato a livello regionale, organizzato su più livelli in base alla complessità diagnostica e alle capacità di trattamento, che vede coinvolte ospedali, università, asl e associazioni del Lazio. Il medico di medicina generale costituisce il primo livello di assistenza e svolge il ruolo di coordinamento per la presa in carico del paziente. Nell’ambito della Rete, la chirurgia – ha sottolineato Urbani – “rappresenta solo una delle possibili opzioni terapeutiche e non necessariamente il principale strumento di trattamento”.

Sono stati inoltre ricordati alcuni dati relativi all’endometriosi, una malattia che a livello globale colpisce tra il 2 e il 10% della popolazione femminile in età riproduttiva ed è una causa significativa di infertilità, interessando tra il 30 e il 50% delle donne con problemi di fertilità. Nel 2025, nel Lazio sono stati registrati 1383 ricoveri per endometriosi, di cui il 90% sono ricoveri chirurgici e il 17% sono ricoveri per endometriosi profonda. Questa Rete, ha spiegato la consigliera Rotondi, “la dovevamo a queste circa tre milioni di donne affette da questa patologia solamente in Italia. Il percorso è ancora lungo, ma siamo contenti che sia uscito questo Pdta capillare in Regione Lazio perché parte dai comuni e accompagna la donna in questo percorso personalizzato step by step”, ha spiegato.