Trovare una casa in affitto fuori dal capoluogo richiede un’analisi attenta delle cifre, che variano molto a seconda della zona. A questo si aggiunge un quadro normativo sempre più complesso per i proprietari, tra nuove tasse e obblighi di sicurezza che rischiano di incidere pesantemente sul mercato degli affitti brevi. I dati diffusi da Tecnocasa mostrano comunque differenze importanti tra un comune e l’altro, rendendo necessario un confronto preciso per orientarsi prima di cercare una soluzione abitativa.
Dove si spende meno
Alcuni centri della Tuscia offrono i canoni più bassi dell’intera provincia. A Cellere, ad esempio, un monolocale costa 150 euro al mese e un bilocale 200 euro. Prezzi molto vicini si trovano anche a Vasanello, dove per un monolocale servono 150 euro e per un bilocale 250 euro. Anche Bassano in Teverina mantiene cifre contenute con 150 euro per i monolocali e 250 euro per i bilocali, offrendo una valida alternativa economica.
I comuni con i canoni più alti
Il mercato cambia volto nelle zone dove la richiesta è più alta o la vocazione turistica incide sul costo mensile. Tarquinia segna i prezzi più alti della provincia, con un bilocale che può arrivare a costare 600 euro. Anche Monterosi presenta cifre elevate per la zona, con i bilocali che toccano 450 euro. Situazione simile a Capranica, dove la richiesta media per un monolocale è di 300 euro, che salgono a 350 euro per un bilocale.
Un problema concreto per chi cerca casa è la mancanza di proposte in molti comuni. Scorrendo le tabelle, emerge che in diverse località come Civita Castellana, Fabrica di Roma, Marta e Piansano, la voce relativa ai canoni di affitto risulta spesso non disponibile. Questo significa che in queste zone il mercato delle locazioni è praticamente fermo o inesistente, rendendo difficile per i residenti trovare un alloggio in affitto e costringendoli spesso a spostarsi verso comuni vicini dove l’offerta è presente.