Traffico internazionale di rifiuti da Brescia al Pakistan: 16 le persone indagate, e 12 le persone giuridiche, tra società operanti nella gestione, nel trasporto e nell’intermediazione dei rifiuti.
Da Brescia al Pakistan
Tramite un sistema definito dagli investigatori “giro -bolla”i rifiuti transitavano da Brescia, passando per il porto di Genova e poi via verso il Pakistan. La scoperta questa mattina (giovedì 16 luglio 2026) dai carabinieri del Nucleo Operativo ed Ecologico di Brescia con il supporto del Gruppo per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica di Milano e degli analoghi reparti specializzati di Venezia e Napoli e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti.
Traffico internazionale
Le indagini hanno preso il via nel febbraio 2023 al Porto di Genova ad opera dl Nucleo Operativo Ecologico (NOE) dei carabinieri di Genova unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: ad essere intercettati nove container destinati al Pakistan con all’interno un ingente quantitativo di rifiuti, in particolare compressori provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche non bonificati, dichiarati falsamente come materiale usato o recuperabile.
Il “giro – bolla”
Secondo le ricostruzioni, come detto, il modus operandi si basava su un sistema definito dagli investigatori come giro-bolla: i rifiuti venivano fatti risultare solo su carta come transitati verso un impianto per lo scarico o il trattamento ma in realtà venivano trasportati direttamente verso il destinatario finale. In questo senso è stato sottoposto a sequestro preventivo un impianto di trattamento rifiuti in provincia di Brescia. Disposte inoltre due misure cautelari personali e quattordici perquisizioni.
Indagini in corso
Le indagini sono ancora in corso per comprendere quali siano stati i flussi dei rifiuti ma anche i rapporti commerciali e i profitti illeciti oltre che gli accertamenti relativi alla responsabilità amministrativa degli enti coinvolti.