Caldo record e scarsità d’acqua mettono in difficoltà l’agricoltura pavese, con la Lomellina in prima linea per i problemi alle risaie e alle altre colture. Coldiretti lancia l’allarme e chiede investimenti strutturali per migliorare la gestione delle risorse idriche.
Emergenza acqua nei campi
Il caldo intenso delle ultime settimane e l’assenza di precipitazioni significative stanno mettendo a dura prova l’agricoltura della provincia di Pavia. A lanciare l’allarme è Coldiretti Lombardia, che ha evidenziato come la combinazione tra temperature eccezionali e riduzione delle riserve idriche stia creando una situazione sempre più critica per numerose colture, in particolare nelle aree agricole della Lomellina.
Il monitoraggio arriva alla vigilia del nuovo tavolo regionale dedicato alla gestione della risorsa idrica in agricoltura, mentre gli operatori del settore attendono con attenzione l’evoluzione delle condizioni meteo e i possibili temporali annunciati nei prossimi giorni.
Riso in difficoltà
Tra le coltivazioni maggiormente esposte agli effetti della siccità c’è il riso, simbolo dell’agricoltura pavese. Secondo Coldiretti Lombardia, in alcune zone della Lomellina la scarsità d’acqua sta già compromettendo lo sviluppo delle risaie, con il rischio di ripercussioni sui raccolti.
“Osservato speciale è il riso – continua Coldiretti Lombardia –. In alcune aree della Lomellina la carenza d’acqua sta già compromettendo le risaie, mentre nel Milanese la riduzione delle portate irrigue potrebbe riportare, in assenza di piogge, allo scenario del 2022, con gli agricoltori costretti a scegliere quali risaie salvare”.
Una situazione che richiama lo scenario vissuto due anni fa, quando la mancanza di acqua aveva costretto molte aziende agricole a compiere scelte difficili per salvaguardare almeno parte della produzione.
Calano le riserve idriche
A preoccupare gli agricoltori lombardi è anche il progressivo calo delle disponibilità d’acqua. Le riserve dei principali laghi regionali risultano ridotte: il lago d’Iseo presenta un riempimento pari al 17,9%, il Maggiore al 18,9% e quello di Como al 22,4%. L’unico bacino ancora sopra il 60% è il lago di Garda.
Parallelamente, anche il livello del fiume Po desta preoccupazione: a Cremona l’altezza idrometrica si trova circa otto metri sotto lo zero, segnale di una portata fortemente ridotta.
Mais, pomodoro e vigneti sotto pressione
Non è soltanto il riso a soffrire. Le alte temperature stanno causando problemi anche alle coltivazioni di mais, con diversi agricoltori pronti a ricorrere alla trinciatura anticipata per limitare le perdite e sacrificare parte della produzione di granella.
Situazione delicata anche per il pomodoro: le coltivazioni più tardive, in assenza di nuove piogge, rischiano di registrare cali produttivi significativi.
L’emergenza riguarda anche i vigneti lombardi. Le prossime settimane saranno decisive per valutare gli effetti del caldo sulle uve: temperature superiori ai 35 gradi possono provocare stress idrico e scottature sui grappoli, mentre le notti particolarmente calde possono influire negativamente sulla qualità aromatica.
“Al momento non è ancora scattato un allarme generalizzato, ma il caldo oltre i 35 gradi può provocare stress idrico e aumentare il rischio di scottature dei grappoli, mentre le notti troppo calde riducono la qualità aromatica delle uve. Le alte temperature, inoltre, stanno accelerando la maturazione delle uve e ciò potrebbe spingere gli agricoltori ad anticipare la vendemmia”, sottolinea Coldiretti Lombardia.
Cala la produzione di latte
L’ondata di caldo sta avendo conseguenze anche negli allevamenti. Nelle stalle, infatti, gli animali risentono delle temperature elevate: nonostante l’alimentazione venga adattata, bovini e suini tendono a mangiare meno e ad aumentare il consumo di acqua.
Per il comparto lattiero-caseario gli effetti sono già evidenti, con una riduzione della produzione stimata intorno al 10%, con punte che possono arrivare al 15-20% in meno rispetto alla media.
A pesare sulle aziende agricole sono inoltre i maggiori costi legati all’irrigazione e all’energia necessaria per garantire il funzionamento delle strutture produttive.
Le aree montane
La criticità non riguarda soltanto la pianura. Coldiretti Lombardia segnala problemi anche nelle zone in quota, dove i pascoli stanno progressivamente seccando a causa dell’esposizione prolungata al sole e alcune sorgenti d’acqua rischiano di ridurre drasticamente la loro portata o addirittura prosciugarsi.
Servono investimenti strutturali sull’acqua
Di fronte a una situazione che rischia di ripetersi sempre più frequentemente, Coldiretti Lombardia chiede interventi strutturali per evitare di affrontare ogni anno nuove emergenze.
“Non possiamo più permetterci di rincorrere le emergenze – ribadisce Coldiretti – Servono scelte immediate e investimenti concreti: occorre aumentare la capacità di raccolta dell’acqua piovana attraverso la realizzazione di una rete di invasi di accumulo con sistemi di pompaggio; potenziare le infrastrutture irrigue e ridurre le perdite della rete”.
Per gli agricoltori pavesi, soprattutto quelli della Lomellina, le prossime settimane saranno quindi decisive: dalla disponibilità di acqua e dall’arrivo delle piogge dipenderà la possibilità di salvaguardare una stagione agricola già segnata dal caldo estremo.

