Redarguita per l’abbigliamento succinto, Donne Democratiche: “Siamo libere e autodeterminate, nessun uomo ci strumentalizzi”

"Un episodio che riguarda il corpo e la libertà di una donna viene immediatamente trasformato in campo di battaglia tra uomini. Da una parte chi redarguisce, dall’altra chi risponde parlando "a nome" delle donne. In mezzo, come sempre, i nostri corpi"

Redarguita per l’abbigliamento succinto, Donne Democratiche: “Siamo libere e autodeterminate, nessun uomo ci strumentalizzi”

“Siamo libere e autodeterminate, nessun uomo ci strumentalizzi”: lo affermano le Donne Democratiche in merito all’episodio accaduto a Pescate e ripreso dal sindaco Dante De Capitani, riguardo ad una cittadina ammonita da un uomo di origine araba in merito al suo abbigliamento, a suo dire troppo succinto. Di seguito riportiamo il comunicato inviato alla nostra redazione.

Redarguita per l’abbigliamento succinto, Donne Democratiche: “Siamo libere e autodeterminate, nessun uomo ci strumentalizzi”

Abbiamo letto le notizie relative all’episodio avvenuto a Pescate e le dichiarazioni che ne sono seguite. Come Donne Democratiche della provincia di Lecco riteniamo necessario dire con chiarezza alcune cose.

La prima è che noi donne siamo libere e autodeterminate. Decidiamo noi cosa indossare, come muoverci negli spazi pubblici, come vivere il nostro corpo. Non spetta a nessun uomo, italiano o straniero, residente o turista, dire cosa è adeguato o meno. E non spetta neppure a un sindaco indicare alle cittadine come vestirsi, né dare indicazioni, per altro per il tramite di un uomo, su come dovrebbero vestirsi le donne di altre culture.

Assistiamo con preoccupazione a un meccanismo che si ripete. Un episodio che riguarda il corpo e la libertà di una donna viene immediatamente trasformato in campo di battaglia tra uomini. Da una parte chi redarguisce, dall’altra chi risponde parlando “a nome” delle donne. In mezzo, come sempre, i nostri corpi. Questo non è difendere la libertà delle donne, ma trasformare i nostri corpi in un’arma da usare nello scontro tutto maschile per alimentare guerre culturali.

La libertà e l’autodeterminazione delle donne non ha nazionalità. È un diritto universale. Non si difende contrapponendo un modello di donna a un altro modello di donna. Si difende riconoscendo a ogni donna, indipendentemente dall’origine, dalla cultura, dalla religione, il diritto di scegliere per sé.

Chiediamo quindi che si esca da questa logica. Chiediamo a tutti gli uomini di non usare le donne per le proprie battaglie culturali.

Ogni episodio di controllo del corpo di una donna è una violazione della libertà personale, e come tale va condannato, senza strumentalizzazioni.

Noi ci saremo, come sempre, per sostenere tutte le donne che subiscono limitazioni alla propria libertà.
E continueremo a rivendicare uno spazio pubblico dove le donne possano decidere da sole e ovviamente vestirsi come vogliono.

La Conferenza delle Donne Democratiche della provincia di Lecco