Jannik Sinner è di nuovo tra i magnifici quattro di Wimbledon. Grazie al successo in tre set contro Jan-Lennard Struff, il numero uno del ranking ATP ha conquistato la terza semifinale della carriera ai Championships e ora si prepara alla sfida più attesa: quella contro Novak Djokovic, autentica leggenda dell’erba londinese.
Il serbo, vincitore di sette titoli a Wimbledon e primatista assoluto di vittorie nel singolare maschile con 107 successi, continua a inseguire il 25° titolo Slam della carriera. L’ultimo precedente tra i due risale alla semifinale degli Australian Open 2026, quando Djokovic si impose al termine di una battaglia durata cinque set.
Sinner arriva in fiducia
L’altoatesino si presenta all’appuntamento nel momento migliore del torneo. Dopo l’esordio complicato contro Miomir Kecmanovic, superato soltanto al quinto set, Sinner ha cambiato marcia, infilando quattro vittorie consecutive senza concedere nemmeno un parziale.
Sono caduti nell’ordine Nuno Borges, Jenson Brooksby, il qualificato giapponese Shintaro Mochizuki e infine Struff, tutti battuti in tre set, anche se non sono mancati momenti di equilibrio e alcuni tie-break combattuti.
Contro il tedesco, all’esordio nei quarti di finale di uno Slam, Sinner ha saputo disinnescare un avversario particolarmente insidioso sull’erba, capace di mettere in difficoltà molti giocatori con il servizio e il frequente gioco a rete.
In palio c’è un’altra pagina di storia
La semifinale è in programma venerdì 10 luglio sul Centre Court dell’All England Club, teatro delle grandi sfide del tennis mondiale.
Per Sinner sarà l’occasione di continuare a scrivere la storia del tennis italiano. Dopo essere diventato il primo azzurro a conquistare il titolo di Wimbledon, il numero uno del mondo punta ora a centrare la seconda finale consecutiva ai Championships, un traguardo mai raggiunto prima da un tennista italiano.
Dall’altra parte della rete ci sarà però Djokovic, uno dei giocatori più vincenti della storia del torneo. Un confronto che promette spettacolo e che potrebbe rappresentare uno dei momenti chiave dell’intera stagione.