“Le misure d’emergenza che il Parlamento europeo ha approvato oggi rappresentano una risposta necessaria all’impennata dei prezzi dei fertilizzanti causata dalla crisi in Medio Oriente e sono fondamentali per dare ossigeno agli agricoltori europei in vista della prossima stagione di semina”.
Lo dichiara, nella giornata di martedì 7 luglio 2026, Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-ECR al Parlamento europeo e coordinatore del gruppo ECR nella Commissione Agricoltura, commentando le ultime decisioni prese a Strasburgo per contrastare la volatilità dei mercati.
Sostegno alla liquidità e sicurezza alimentare
“Consentire agli Stati membri di anticipare i pagamenti della PAC e introdurre un sostegno temporaneo agli agricoltori è una scelta giusta, perché aiuta ad alleviare le tensioni sulla liquidità, salvaguardare la produzione agricola e rafforzare la sicurezza alimentare europea senza gravare ulteriormente sul bilancio dell’Unione”, prosegue l’esponente politico.
Questo pacchetto di aiuti mira a stabilizzare il comparto in una fase di forte pressione economica per le imprese agricole comunitarie.
La battaglia sul digestato zootecnico
“Il Piano d’azione sui fertilizzanti presentato dalla Commissione contiene alcuni elementi positivi. Continueremo con determinazione la battaglia sul digestato zootecnico. Siamo in costante contatto con gli operatori del settore e con tutti gli addetti ai lavori affinché l’Unione europea dia finalmente il via libera a un pieno riconoscimento del digestato zootecnico come fertilizzante. Parliamo di una risorsa pienamente circolare, capace di ridurre la dipendenza dai fertilizzanti chimici e strategica in una fase in cui l’Europa ha un enorme bisogno di rafforzare la propria autonomia e competitività”.
L’esclusione dei fertilizzanti dal meccanismo CBAM
“Inoltre continuiamo a chiedere che i fertilizzanti vengano esclusi dal campo di applicazione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). L’attuale sistema rischia infatti di scaricare nuovi costi sugli agricoltori europei proprio nel momento in cui il comparto è maggiormente esposto agli effetti delle crisi internazionali. In vista della revisione dell’ETS – conclude il rappresentante istituzionale – è necessario correggere questa impostazione e garantire condizioni che favoriscano la produzione europea, invece di penalizzarla.”