Il sipario sul Mondiale di Cristiano Ronaldo cala nel modo più amaro. Dopo l’eliminazione del Portogallo, il capitano lascia il campo a testa bassa, immerso nella delusione e nel silenzio. Un’immagine che racconta meglio di qualsiasi parola la fine di un sogno inseguito per vent’anni e mai realizzato.
L’unico ad avvicinarsi è Rodri, Pallone d’Oro come lui, che gli batte una mano sul petto in segno di conforto. Poi arrivano le parole dello stesso Ronaldo, che conferma come questa sia stata la sua ultima Coppa del Mondo.
“Ho dato tutto, la coscienza è tranquilla”
Nel post partita il fuoriclasse portoghese non nasconde l’amarezza, ma rivendica il proprio impegno.
«Sono triste ma, come ho detto ieri, ho dato tutto. Ho la coscienza tranquilla. Potevamo fare meglio, ma siamo stati eliminati da una squadra molto forte.»
Ronaldo conferma quindi l’addio al Mondiale.
«Sì, è stato il mio ultimo Mondiale. Adesso penserò al futuro insieme alla mia famiglia. Non voglio prendere decisioni a caldo. Domani mi sveglierò sereno come oggi. Ho vinto tre titoli con il Portogallo e sono felice. Quello più importante resta l’Europeo del 2016, che per me vale quanto un Mondiale.»
L’omaggio di Martinez
Il commissario tecnico Roberto Martinez ha voluto rendere omaggio al suo capitano, lasciandolo in campo fino all’ultimo minuto.
«Cristiano Ronaldo è stato un esempio non solo per i gol e gli assist. È un’icona del calcio. Il suo sogno era vincere il Mondiale e ha fatto tutto il possibile per riuscirci. È un esempio straordinario anche dal punto di vista umano.»
Una scelta che, però, continuerà ad alimentare il dibattito in Portogallo sul ruolo che CR7 può ancora avere in nazionale.
Un Mondiale mai conquistato
L’eliminazione conferma quello che resterà il grande rimpianto della carriera di Ronaldo: la Coppa del Mondo.
Eppure i numeri con la nazionale restano straordinari:
- 146 gol in 233 presenze, record assoluto nel calcio internazionale;
- unico giocatore ad aver segnato in sei edizioni consecutive del Mondiale;
- uno dei soli quattro calciatori della storia ad aver superato quota 200 presenze con la propria nazionale.
Numeri destinati a rimanere nella storia, anche se il trofeo più ambito non è mai arrivato.
Sei Mondiali tra gioie e delusioni
Dal debutto nel 2006 fino all’ultima apparizione, il percorso mondiale di Ronaldo è stato ricco di momenti memorabili ma povero di successi.
Nel 2006 trascinò il Portogallo fino alla semifinale, diventando il più giovane marcatore lusitano nella competizione.
Nel 2010 arrivò l’eliminazione agli ottavi contro la Spagna.
Quattro anni dopo il Portogallo uscì già nella fase a gironi.
Nel 2018 firmò una storica tripletta contro la Spagna, probabilmente la sua miglior prestazione ai Mondiali, ma la corsa si fermò ancora agli ottavi.
Il 2022 in Qatar fu invece segnato dall’eliminazione contro il Marocco, mentre Lionel Messi conquistava il titolo mondiale.
Anche questa sesta partecipazione si è conclusa senza il trofeo tanto desiderato.
Il futuro resta da decidere
Se il Mondiale è ormai alle spalle, resta invece da capire se Ronaldo continuerà a vestire la maglia del Portogallo.
Nelle prossime settimane potrebbe arrivare sulla panchina lusitana Jorge Jesus, tecnico che ha già allenato CR7 all’Al Nassr. Un elemento che potrebbe influenzare la decisione del fuoriclasse.
Intanto, in patria, il dibattito è già acceso. Il quotidiano portoghese A Bola ha pubblicato un duro editoriale chiedendo la fine del ciclo del capitano, sostenendo che il suo percorso in nazionale si sia protratto oltre il necessario.
Parole destinate a far discutere, soprattutto all’indomani dell’ennesima delusione mondiale di uno dei più grandi calciatori della storia.