Il Napoli ha aperto le celebrazioni per il proprio Centenario. Protagonista dell’evento il presidente Aurelio De Laurentiis, che ha ripercorso la storia del club, tracciando al tempo stesso la rotta per il futuro.
«Celebriamo cento anni di passione, identità, cadute, rinascite e successi. La storia del calcio a Napoli affonda le sue radici già alla fine dell’Ottocento», ha dichiarato il numero uno azzurro.
La festa del 1° agosto
Tra gli appuntamenti più attesi delle celebrazioni spicca quello del 1° agosto, quando il club organizzerà una grande manifestazione nel centro della città.
«Ci sarà una festa speciale nel cuore di Napoli insieme ai nostri tifosi e ad alcune leggende del club», ha annunciato De Laurentiis.
Per l’occasione torna anche il “Corsiero del Sole”, storico simbolo del club, che sarà nuovamente protagonista sulla nuova maglia celebrativa. Alle iniziative si unirà anche la Treccani, con una pubblicazione dedicata alla storia del Napoli.
“Orgoglioso di aver costruito un club sostenibile”
Nel suo intervento il presidente ha rivendicato il percorso compiuto negli ultimi anni.
«Siamo passati dai campi della Serie C alla Champions League, vincendo due scudetti e partecipando alle competizioni europee in sedici delle ultime diciassette stagioni. Oggi il Napoli è una delle realtà più riconosciute del calcio europeo».
Poi ha aggiunto:
«Il mio orgoglio più grande è aver rispettato il valore di questo club, rendendolo competitivo ma anche sostenibile. È un aspetto fondamentale anche per il futuro».
Lo stadio al centro del progetto
Gran parte del discorso è stata dedicata alle infrastrutture, considerate decisive per la crescita del club.
De Laurentiis ha raccontato l’esperienza vissuta negli Stati Uniti durante il Mondiale:
«Sono rimasto colpito dagli stadi che ho visitato: sicurezza, parcheggi, organizzazione. Tutto funzionava alla perfezione».
Da qui la riflessione sul Napoli.
«Servono strutture che garantiscano stabilità e ricavi. Senza uno stadio moderno sarà difficile competere economicamente con club come Inter, Milan e Juventus, che fatturano molto più di noi. Come diceva Conte, il Napoli deve faticare, ma poi servono anche le infrastrutture».
Il presidente ha poi ricordato le condizioni trovate al suo arrivo nel club.
«Quando sono arrivati i Friedkin alla Roma o i fondi a Milan e Inter hanno trovato realtà già strutturate. Noi, invece, abbiamo rilevato una società fallita, senza centro sportivo e senza impianti. Abbiamo dovuto costruire tutto praticamente da zero».
L’obiettivo della nuova fase è chiaro:
«Voglio realizzare il nuovo stadio e il centro sportivo. Ci lavorerò giorno e notte, come ho sempre fatto nella mia vita».
Infine, De Laurentiis ha rivolto un invito pubblico al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per avviare un confronto sul futuro dello stadio Maradona e sull’eventuale costruzione di un nuovo impianto.