La decisione della Fifa di sospendere la squalifica di Folarin Balogun continua ad alimentare il dibattito nel mondo del calcio. Dopo le numerose reazioni arrivate nelle ultime ore, anche Giovanni Malagò è intervenuto sulla vicenda, esprimendo forti perplessità nei confronti del provvedimento che consentirà all’attaccante degli Stati Uniti di essere regolarmente in campo negli ottavi di finale del Mondiale 2026 contro il Belgio.
Il presidente della Figc ha affrontato l’argomento nel corso di un intervento pubblico, soffermandosi soprattutto sulle implicazioni regolamentari della scelta compiuta dalla Federazione internazionale. Secondo Malagò, il ricorso all’articolo 27 del codice disciplinare rappresenta un precedente destinato a far discutere e potenzialmente capace di aprire scenari molto delicati per il futuro della competizione.
“Mi è sembrata veramente un’assurdità, sono andato anche a guardare questo articolo 27 che consente o consentirebbe alla Fifa e solo alla Fifa, per cui non è replicabile nei vari campionati nazionali e dico meno male perché sarebbe veramente l’Armageddon. È inutile che ce la raccontiamo, questa scelta ha un evidente sapore politico, lo ha scritto anche il New York Times. Questo oggettivamente è un precedente pericolosissimo, un precedente politico pericolosissimo. Spero se ne rendano conto anche perché io sono un fautore di questo Mondiale con gli stadi pieni a prescindere dall’entertainment e del business, qui c’è il calcio che sta trionfando. Però quando vedi una decisione così si perde la meritocrazia che è la base del calcio”.
Nel suo intervento, Malagò ha quindi messo l’accento non soltanto sull’aspetto tecnico della vicenda, ma anche sul messaggio che una simile decisione rischia di trasmettere. A suo giudizio, infatti, la possibilità di sospendere una squalifica già automatica potrebbe compromettere il principio di uguaglianza nell’applicazione delle regole, creando un precedente difficile da gestire nelle future edizioni della competizione.
Pur ribadendo il proprio apprezzamento per il successo organizzativo del Mondiale e per l’entusiasmo che sta accompagnando il torneo, il numero uno del Coni ritiene che episodi di questo tipo possano incrinare la credibilità del sistema disciplinare. Per questo motivo auspica una riflessione da parte della Fifa, affinché situazioni analoghe non finiscano per alimentare ulteriori polemiche e mettere in discussione uno dei principi fondamentali dello sport: il rispetto delle regole uguali per tutti.