È stato recentemente siglato un accordo di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl) per i dirigenti delle aziende dell’industria alberghiera, frutto della collaborazione tra Aica (Associazione italiana Confindustria Alberghi) e Manageritalia. Questo nuovo contratto avrà validità dal 1° gennaio 2026 fino al 31 dicembre 2028, con l’obiettivo di tutelare e qualificare il lavoro manageriale nel settore.
Il rinnovo del Ccnl rappresenta un passo importante per garantire un quadro normativo chiaro e stabile, contrastando il dumping contrattuale e promuovendo la bilateralità come modello di confronto tra imprese e dirigenti. Marco Ballarè, presidente di Manageritalia, ha sottolineato come questo accordo risponda alle esigenze di un settore in continua evoluzione, evidenziando l’importanza di investire nella qualità della managerialità per migliorare la competitività delle imprese.
Elisabetta Fabri, presidente di Confindustria Alberghi, ha aggiunto che il rinnovo del Ccnl è un segnale di modernizzazione e equilibrio, capace di accompagnare le aziende in un mercato in trasformazione. L’accordo non solo prevede un adeguamento economico, ma affronta anche temi cruciali come welfare, formazione e ricambio generazionale, riconoscendo il ruolo strategico dei dirigenti nella crescita e innovazione del sistema alberghiero.
Dettagli del rinnovo economico
Il rinnovo prevede un incremento della retribuzione di fatto pari a 700 euro mensili, suddiviso in tre tranche: 250 euro dal 1° luglio 2026, 240 euro dal 1° gennaio 2027 e 210 euro dal 1° gennaio 2028. Inoltre, è stata adeguata l’indennità sostitutiva di vitto e alloggio, che passerà a 245 euro mensili a partire dal 1° luglio 2026, con un incremento di 100 euro rispetto al valore precedente.
Particolare attenzione è stata dedicata al welfare contrattuale, con un credito welfare minimo di 5.600 euro per il triennio 2026-2028, erogato attraverso la piattaforma Cfmt. Le aziende si impegnano a migliorare l’offerta della piattaforma, includendo previdenza complementare e tutela sanitaria. Sul fronte previdenziale, l’accordo prevede un incremento del contributo integrativo a carico del datore di lavoro e un aumento del contributo ordinario a carico del dirigente dal 1% al 2% sulla retribuzione convenzionale annua.