Roma (RM)

Dopo il mega concerto, parla Ultimo: “Siamo nella storia, voglio portare questo spettacolo al cinema”

Il messaggio ai fan: "Siete dei grandi". Caos nel deflusso, proteste sui social

Dopo il mega concerto, parla Ultimo: “Siamo nella storia, voglio portare questo spettacolo al cinema”

“Siamo nella storia”. Si è appena chiuso il live dei record quando Ultimo posta su Instagram una foto che lo ritrae di spalle, davanti a lui la sterminata platea dei 250mila accorsi ieri sera a Tor Vergata per il concerto realizzato per il pubblico pagante più vasto di sempre, su un’area di 15 ettari, con un palco largo 140 metri e alto 60, un incasso da 16 milioni e un indotto complessivo da oltre 90 milioni. “Non saprei da dove iniziare”, scrive più tardi l’artista ringraziando il popolo dei fan. “Potrei iniziare col dire che non ho mai avuto la tensione cosi alta nel corpo mentre salivo su Pianeti. Che non ho mai goduto nella vita come ieri durante Ipocondria. Che quando arrivando in elicottero mi è stato detto ‘Nic guarda a sinistra’ ho avuto la più strana e forte sensazione della mia vita. Che il livello di felicità e amore che c’era ieri nell’aria è travolgente per un solo essere umano. Che la serata di ieri sento che ci metterò tanto a metabolizzarla. Che stanotte tornato a casa dopo i festeggiamenti, ho scritto la canzone più importante della mia vita. Che il 4 luglio 2026 non si può descrivere qui su un copy di Instagram. Che voglio portare questo spettacolo al cinema. Che voi siete dei grandi. Che voi siete dei cazzo di grandi. Che siamo nella storia. Che Ultimo da oggi hanno capito tutti bene che vuol dire. Che Ultimo noi abbiamo sempre saputo cosa vuol dire. Grazie a tutti. A chi c’è da sempre. A chi c’è da poco. A chi non c’è più. A chi se n’è andato. Non smettete mai di credere nelle favole. Siamo nella storia”.

Non sono mancati problemi, tuttavia, in particolare nei trasporti e durante il deflusso, diventato “un incubo” nelle testimonianze e nei video postati sui social da numerosi utenti, con persone costrette a camminare per chilometri per raggiungere la metropolitana o i parcheggi, tutti i pit sgombrati contemporaneamente, l’impossibilità di trovare navette, momenti di tensione quando alcuni fan sono entrati sui binari della Metro C. Nel mirino anche i costi dei parcheggi, le lunghe file ai bagni chimici, l’assenza di una segnaletica chiara.