In Canavese posizionate le trappole per la vorace Popillia japonica
È arrivata: e ora fa paura
È arrivata. Anzi, per la verità, non se n’è mai andata. La Popillia japonica, il famigerato coleottero giapponese, fa sempre più paura. Lunga appena un centimetro, con il corpo verde metallizzato, le ali color rame e piccoli ciuffi bianchi sull’addome, dove passa lascia il segno. E proprio in queste settimane, tra giugno e settembre, nel momento cruciale del ciclo vitale dell’insetto, sta tornando a manifestarsi con particolare intensità, rappresentando una grande incognita per la tenuta dell’agricoltura e della viticoltura in Canavese.
Le trappole «attract and kill»
Per cercare di arginare la sua temibile avanzata la Regione ha avviato il Piano d’Azione 2026, elaborato dal Settore fitosanitario e dai Servizi tecnico-scientifici in collaborazione con Ipla. L’intervento più visibile è quello delle trappole «attract and kill», che hanno interessato anche il territorio sangiorgese, dove nei giorni scorsi sono state segnalate con apposita cartellonistica. In tutto il Piemonte ne saranno installate 1.200: si tratta di dispositivi costituiti da una rete impregnata di insetticida che, grazie a specifiche esche attrattive, richiama gli adulti della Popillia e li uccide.
L’interrogazione
«Le trappole sono troppo poche per riuscire contrastare la dimensione del fenomeno e la posa delle stesse procede a rilento: servono più risorse – incalza il consigliere regionale Pd Alberto Avetta, che su quello che definisce «un flagello per il Canavese» ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione – La Giunta Cirio, forte dell’esperienza degli anni passati, avrebbe dovuto avere piena contezza dell’entità del problema e delle necessità per affrontarlo. Forse siamo ancora in tempo per rendere più efficaci gli interventi programmati, ma servono investimenti adeguati». In vista della produzione 2026, Avetta sollecita inoltre «risarcimenti ai produttori anche per evitare che i turisti del vino fuggano dal Canavese e che l’impegno di tanti giovani vignaioli canavesani venga compromesso».
Che fare?
Che cosa possono fare i cittadini? In orti e giardini è possibile intervenire anche manualmente, raccogliendo gli esemplari adulti nelle ore più fresche della giornata, quando sono meno attivi. Gli insetti possono essere fatti cadere in contenitori con acqua e una piccola quantità di detersivo per stoviglie, che ne impedisce la fuga, per essere poi eliminati.