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L’estate calda di Ferrovie dello Stato: cantieri sull’Alta Velocità e stallo sulle nomine

La tratta Milano-Roma subirà pesanti ritardi per i lavori a Firenze, mentre il Governo si spacca sul riassetto dei vertici di Trenitalia

L’estate calda di Ferrovie dello Stato: cantieri sull’Alta Velocità e stallo sulle nomine

Estate rovente sui binari. Tra disagi, cantieri, ritardi e punti interrogativi con annessi scontri politici.

L’estate 2026 si annuncia impegnativa per chi sceglierà il treno per gli spostamenti lungo la Penisola.

Da un lato i grandi cantieri programmati sulla rete ferroviaria, indispensabili per l’ammodernamento delle infrastrutture ma destinati a rallentare la circolazione nei periodi di maggiore affluenza.

Dall’altro una fase di incertezza nella governance del Gruppo Ferrovie dello Stato, dove il riassetto dei vertici procede con difficoltà tra trattative politiche e nomine ancora da definire.

Lavori in corso, che disagi da domani sulla linea Milano-Roma

Il primo banco di prova arriverà già nei prossimi giorni.

Nel nodo ferroviario di Firenze prenderanno il via importanti lavori per la sostituzione del cavalcaferrovia di Ponte al Pino, un intervento che comporterà la sospensione della circolazione su alcune tratte cittadine e una profonda rimodulazione dell’offerta ferroviaria nazionale.

I lavori interesseranno due diverse finestre temporali nel mese di luglio e avranno inevitabili ripercussioni soprattutto sui collegamenti tra Nord e Sud.

La direttrice Milano-Roma sarà una delle più penalizzate.

Molti convogli dell’Alta Velocità saranno deviati sulla linea tirrenica, con un sensibile aumento dei tempi di percorrenza che, in alcuni casi, potrà superare le due ore.

L’offerta complessiva nel nodo fiorentino subirà una significativa riduzione, mentre il sistema ferroviario cercherà di garantire comunque i principali collegamenti attraverso una diversa organizzazione delle corse.

Si tratta di interventi pianificati da tempo e ritenuti necessari da Rete Ferroviaria Italiana per il rinnovo delle infrastrutture.

Tuttavia, per migliaia di passeggeri in partenza nel pieno della stagione turistica, il risultato sarà un’estate caratterizzata da viaggi più lunghi, coincidenze da riprogrammare e una minore disponibilità di collegamenti.

Non solo i cantieri, che estate tormentata per le ferrovie

A dir la verità, si tratterà di un’estate tormentata per le ferrovie non solo per i disagi dei cantieri.

Il quadro si inserisce in un contesto già complesso per il Gruppo Ferrovie dello Stato, con una soluzione che appare ancora lontana.

Sul fronte della governance, infatti, il riassetto del Gruppo Ferrovie dello Stato continua a procedere tra rallentamenti e tensioni politiche.

Dopo l’uscita dell’ormai ex amministratore delegato Stefano Antonio Donnarumma, la maggioranza è ancora impegnata nella ricerca di un equilibrio sulle nuove nomine.

Stefano Antonio Donnarumma ormai ex ad e direttore generale di FS

Il nome di Gianpiero Strisciuglio resta quello più accreditato per la guida del gruppo e, secondo le ricostruzioni circolate negli ultimi giorni, raccoglierebbe il consenso sia della Lega sia di Fratelli d’Italia.

Gianpiero Strisciuglio è ancora in pole per sostituire Donnarumma

Il nodo delle controllate, le tensioni tra FdI e Lega

Il confronto si sarebbe però spostato sulle principali società controllate, in particolare Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, dove le posizioni degli alleati di Governo non coincidono.

Al centro del confronto ci sarebbe soprattutto la successione ai vertici di Trenitalia.

Fratelli d’Italia, attraverso il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (anche con il gradimento di Arianna Meloni, sorella della premier), spingerebbe per la nomina di Sabrina De Filippis, attuale amministratrice di FS Logistix, azienda titolare, tra le altre cose, del trasporto delle merci.

Sabrina De Filippis

La Lega, invece, guarderebbe con maggiore favore a una soluzione interna a Trenitalia, individuando tra i possibili candidati manager già impegnati nella società.

Le diverse impostazioni avrebbero contribuito a rallentare il rinnovo della governance dell’intero gruppo.

Prima di completare il nuovo assetto sarà infatti necessario il rinnovo del consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato, passaggio che dovrà essere formalizzato attraverso l’assemblea dei soci convocata dal Ministero dell’Economia.

Uno stallo che arriva in una fase particolarmente delicata: mentre la rete ferroviaria affronta una stagione di cantieri e lavori straordinari destinati a incidere sulla mobilità estiva, il principale operatore ferroviario italiano è ancora alle prese con la definizione della propria cabina di regia.