Nazionale

Il ritorno in politica di Di Battista e il dissing con Calenda (su Putin e Russia)

Dopo anni di attività fuori dalle Istituzioni attraverso l'associazione "Schierarsi", l'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle valuta la possibilità di presentare una lista alle elezioni politiche del 2027

Il ritorno in politica di Di Battista e il dissing con Calenda (su Putin e Russia)

A volte ritornano. Dopo Di Maio ora tocca anche a Di Battista.

All’orizzonte per l’ex frontman del Movimento 5 Stelle (nella maggior parte dei comizi dei tempi d’oro del M5S appunto in coppia con di Maio) di sarebbe la costituzione di una lista in corsa alle Politiche del prossimo anno.

Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5S
Alessandro Di Battista, ex parlamentare M5S

Riecco “Dibba”, il gran ritorno?

Alessandro Di Battista torna a guardare con interesse alla politica nazionale.

Dopo anni di attività fuori dalle Istituzioni attraverso l’associazione “Schierarsi”, l‘ex parlamentare del Movimento 5 Stelle valuta la possibilità di presentare una lista alle elezioni politiche del 2027, con l’obiettivo di intercettare l’elettorato che non si riconosce più nell’attuale offerta politica, in particolare tra gli ex sostenitori del M5S.

L’ipotesi, che dovrebbe essere definita tra settembre e ottobre, sarà preceduta da due passaggi considerati decisivi.

Alessandro Di Battista, ex frontman del M5S

Il primo riguarda la raccolta firme per una proposta di abolizione del finanziamento pubblico all’editoria, iniziativa che servirà anche a misurare la capacità organizzativa del movimento.

Il secondo sarà una manifestazione nazionale prevista a Roma, pensata per verificare il livello di partecipazione e consenso attorno al progetto.

I contenuti della proposta politica dell’ex 5S

L’eventuale proposta politica si collocherebbe su posizioni fortemente critiche nei confronti dell’establishment e alternative sia al centrodestra sia al cosiddetto “campo largo”.

Tra i temi destinati a caratterizzarne il profilo figurano la politica estera, la critica al riarmo europeo e il sostegno alla causa palestinese, argomenti sui quali Di Battista ha mantenuto negli ultimi anni una linea coerente con le proprie prese di posizione pubbliche.

La “rottura” rispetto al M5S, i rapporti con il Pd

Uno degli elementi di maggiore distanza rispetto all’attuale Movimento 5 Stelle riguarda il rapporto con il Partito Democratico.

Secondo i promotori dell’iniziativa, l’alleanza strutturale con il Pd non rappresenta una prospettiva condivisibile e il nuovo progetto punterebbe piuttosto a rappresentare quanti si sono allontanati dall’esperienza guidata da Giuseppe Conte.

Gli altri ritorni, Beppe Grillo che farà?

Resta da capire quale sarà il ruolo di Beppe Grillo.

Pur mantenendo rapporti personali con Di Battista, il fondatore del Movimento è impegnato nella controversia giudiziaria relativa al simbolo e al nome del M5S.

Al momento non emergono indicazioni su un suo eventuale coinvolgimento, anche se gli sviluppi della vicenda potrebbero influenzare gli equilibri dell’area politica vicina alle origini del Movimento.

Verso le Politiche 2027, cosa si sta muovendo

L’iniziativa di Di Battista si inserisce in un quadro più ampio di frammentazione del voto di protesta.

Come già avvenuto in altri schieramenti con la nascita di nuove formazioni capaci di attrarre gli elettori più critici verso i partiti tradizionali, anche nell’area progressista si aprono spazi per soggetti politici che intendono rivolgersi agli scontenti.

Resta da verificare se questo progetto riuscirà a trasformare il consenso costruito attraverso l’attivismo e le campagne pubbliche in un’effettiva proposta elettorale.

Di Battista e quell’accusa di essere “filoputiniano”

Ma in questi giorni Di Battista è anche alla ribalta per una ormai “vecchia” storia che lo ha visto bollato come “filoputiniano”.

Un’etichetta che deriva dalle sue posizioni critiche verso l’invio di armi all’Ucraina e alle sue tesi – espresse nei suoi video e articoli – che spesso contestano la narrazione atlantista, imputando le cause del conflitto alle dinamiche della NATO e concentrandosi sulla necessità di una soluzione diplomatica.

Ma non solo. Agli albori del conflitto, le sue dichiarazioni in cui definiva improbabile un’invasione russa furono smentite dai fatti.

Successivamente, posizioni dure contro la linea della fermezza occidentale gli attirarono pesanti critiche, arrivando a scontri accesi in televisione con diversi esponenti politici.

Fatto sta che Di Battista ha sempre dichiarato di condannare l’aggressione militare russa, definendo la guerra un crimine, ma al contempo ha sempre espresso scetticismo verso le sanzioni economiche e si è fortemente opposto alla fornitura di armamenti a Kiev, invocando più volte una maggiore neutralità dell’Italia.

Nel corso di questi anni di guerra queste analisi di politica estera sono confluite nelle attività della sua associazione politico-culturale, Schierarsi, attraverso la quale continua a denunciare l’escalation militare e a promuovere il dialogo con la Russia.

L’ironia di Calenda (e vecchie ruggini) a stroncare “Dibba”

Nonostante lo stesso Di Battista abbia fatto sapere che Schierarsi conta 14mila tesserati e 4mila soci sostenitori, la possibilità di un suo ritorno in campo nella politica attiva, per il momento è stata stroncata sul nascere da diversi esponenti delle altre realtà.

In particolare da Carlo Calenda di Azione protagonista di un video esilarante e quasi irriverente nei confronti dell’ex frontman pentastellato proprio riguardo le sue posizioni “a favore” della Russia.

Una diversità di vedute che è finita a carte bollate.

Calenda commentando vecchie ruggini con l’ex parlamentare e un braccio di ferro giudiziario ha commentato duramente:

“L’associazione di Di Battista mi chiede 25.000 euro per non querelarmi. Rispondo con una controproposta più equa: te li do nella tua valuta nazionale ovvero 25.000 rubli (che corrispondono a 270 euro). Un prezzo equo per levarsi dalle scatole un essere inutile”.

La vicenda risale a un botta e risposta in Tv a La7 tra il 2025 e la primavera 2026.

La querelle tra Carlo Calenda e Alessandro Di Battista è scoppiata quando il leader di Azione Azione ha chiesto pubblicamente ai servizi segreti di indagare sui presunti legami dell’ex esponente del M5S con la propaganda o i finanziamenti russi.

Di Battista aveva replicato, negando tale ricostruzione, querelando Calenda e chiedendo un risarcimento economico per diffamazione.