Osnago (LC)

La 5^B di Osnago scrive al cardinale Pizzaballa, che risponde da Gerusalemme

A lanciare l’iniziativa con «il desiderio di avvicinare i bambini alle grandi questioni del nostro tempo, educandoli alla Pace, alla solidarietà e alla cittadinanza responsabile» è stato il maestro Gianpaolo Ripamonti

La 5^B di Osnago scrive al cardinale Pizzaballa, che risponde da Gerusalemme

Da Osnago a Gerusalemme un dialogo di pace, che dalla riflessione degli alunni della quinta B della scuola primaria Collodi ha raggiunto il cardinale Pierbattista Pizzaballa.

A raccontare lo scambio è stato l’insegnante Gianpaolo Ripamonti, che ha lanciato l’iniziativa con «il desiderio di avvicinare i bambini alle grandi questioni del nostro tempo, educandoli alla Pace, alla solidarietà e alla cittadinanza responsabile».

La 5^B di Osnago scrive al cardinale Pizzaballa

«Attraverso un intenso percorso di riflessione, gli alunni hanno elaborato una lettera sincera e toccante, ricca di domande, pensieri e speranze rivolte a una delle figure più autorevoli presenti oggi nella Terra Santa – ha spiegato – La missiva è stata consegnata personalmente al cardinale dal parroco di Osnago, don Alessandro Fusetti, durante una sua visita a Gerusalemme presso il Patriarcato Latino».

Un gesto semplice ma carico di significato, che ha permesso alle parole dei bambini di attraversare il Mediterraneo e giungere fino al cuore di una terra segnata da profonde sofferenze ma anche da una costante ricerca di pace. Nella loro missiva, gli alunni hanno posto al cardinale alcune domande specifiche, relative soprattutto alla situazione quotidiana di vita dei bambini in territorio di guerra.

La risposta del cardinale Pizzaballa, che lo scorso anno era stato tra i papabili per il soglio pontificio, non si è fatta attendere. Raccontando la propria esperienza quotidiana, il cardinale non ha fatto mancare ai piccoli osnaghesi qualche raccomandazione.

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa

Pizzaballa: “La Pace non dipende solo da chi governa, ma da ognuno di noi”

«Vorrei dirvi una cosa che penso sia importante: la Pace non dipende soltanto da chi governa, dagli uomini politici e dai capi di Stato, dipende anche da ciascuno di noi, piccolo o grande che sia – ha scritto Pizzaballa – Quando litighiamo, quando facciamo volontariamente qualcosa che danneggia gli altri, che non li rispetta e li offende, anche noi siamo tra coloro che provocano un certo tipo di “guerra” anche se il mondo lo sa. Al contrario quando aiutiamo qualcuno o siamo disposti a dare qualcosa di nostro (tempo, ospitalità, oggetti che ci potrebbero essere utili o che ci sono cari) e lo condividiamo, allora costruiamo un pezzetto di pace in tutto il mondo».
E infine: «Vi auguro che nella vostra classe e nella vostra scuola siate in tanti ad essere generosi, attenti, accoglienti, coraggiosi e pronti ad aiutarvi reciprocamente, nel gioco e nello studio».

La risposta arrivata da Gerusalemme, come sottolinea il maestro Ripamonti, «rappresenta un riconoscimento di straordinario valore, ancora più significativo se si considera che soltanto pochi mesi fa un’altra classe del medesimo plesso, la quinta A, aveva ricevuto una prestigiosa attestazione di stima da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in risposta a una lettera elaborata dagli alunni nell’ambito di un percorso educativo analogo. Due riconoscimenti provenienti dalle più alte istituzioni civili e religiose che testimoniano la qualità di un progetto didattico fondato sull’ascolto, sulla partecipazione e sulla valorizzazione del pensiero dei bambini. Un percorso che dimostra come la scuola possa ancora essere un luogo capace di formare cittadini consapevoli, sensibili ai problemi del mondo e pronti a interrogarsi sul proprio ruolo nella società».

Dell’importante risultato sono stati informati il dirigente scolastico Calogero Fucà e il sindaco di Osnago Felice Rocca, che hanno espresso il loro vivo compiacimento per l’iniziativa e per il prestigioso riconoscimento ottenuto dagli alunni.

Il maestro Ripamonti: “La parole dei bambini toccano i cuori”

«Per la comunità scolastica osnaghese questa lettera proveniente da Gerusalemme non rappresenta soltanto una risposta. È la dimostrazione concreta che le parole dei bambini, quando vengono ascoltate, possono raggiungere luoghi lontani e toccare il cuore delle persone. È la prova che la scuola, quando educa alla riflessione e alla responsabilità, riesce ancora a costruire ponti di dialogo. Questo è il risultato più bello: aver insegnato ai bambini che la Pace non è un concetto astratto, ma una scelta quotidiana che comincia dai gesti più semplici» ha concluso soddisfatto il docente.