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Xylella fastidiosa, Picaro (FdI-ECR) interroga la Commissione UE per aggiornare i regolamenti

Richiesti criteri mirati e proporzionati per tutelare i comparti strategici del vivaismo e della mandorlicoltura

Xylella fastidiosa, Picaro (FdI-ECR) interroga la Commissione UE per aggiornare i regolamenti

L’europarlamentare di Fratelli d’Italia-Ecr Michele Picaro ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per chiedere l’aggiornamento del regolamento comunitario sulla Xylella fastidiosa. L’iniziativa politica, formalizzata a Bruxelles nella giornata di venerdì 26 giugno 2026, nasce dalla necessità di adeguare le norme attuali alla luce delle nuove evidenze scientifiche e dell’esperienza maturata in oltre dodici anni di emergenza sul territorio.

L’azione del deputato europeo segue la quinta Conferenza europea sulla Xylella, evento organizzato dall’Efsa dal 23 al 25 giugno a Mola di Bari. Durante il convegno, ricercatori, autorità fitosanitarie e rappresentanti dei territori colpiti hanno evidenziato in modo unanime la necessità di rivedere l’attuale quadro regolatorio per contrastare il batterio in modo più efficace.

Misure sproporzionate

Secondo l’esponente politico, il regolamento (UE) 2020/1201 applica ancora misure troppo uniformi a contesti che oggi risultano essere molto diversi. Le conoscenze scientifiche acquisite dimostrano infatti che sottospecie e ceppi differenti del patogeno possono avere ospiti, aggressività e impatti agricoli non sovrapponibili tra loro.

“La lotta alla Xylella resta una priorità assoluta – dichiara Picaro – ma rivedere il regolamento non significa abbassare la guardia. Significa rendere la risposta più efficace, proporzionata e sostenibile per i territori agricoli”.

Strategie calibrate

Con l’interrogazione, il parlamentare chiede all’organo esecutivo europeo l’adozione di criteri più mirati, capaci di distinguere tra sottospecie, ceppi, colture sensibili e contesti territoriali. L’obiettivo è consentire strategie fitosanitarie calibrate sui singoli focolai, evitando interventi indiscriminati.

“La Puglia ha pagato un prezzo altissimo, soprattutto nel Salento – conclude Picaro – e deve essere protagonista di una nuova fase europea. Serve una normativa che difenda le colture e contenga il batterio, senza penalizzare comparti strategici come vivaismo, mandorlicoltura e uva da tavola”.