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Real Madrid, Mourinho: “Non c’è nessun supermercato”

Lo Special One sulle strategie degli spagnoli

Real Madrid, Mourinho: “Non c’è nessun supermercato”

José Mourinho lancia un messaggio chiaro al Real Madrid e al mercato. Nella sua prima intervista da nuovo allenatore dei Blancos, lo Special One ha escluso qualsiasi ipotesi di rivoluzione in rosa, ribadendo la volontà di costruire la squadra partendo dai suoi uomini migliori.

Intervenuto nel podcast Beast Mode On di Adebayo Akinfenwa, il tecnico portoghese ha voluto mettere subito fine alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. “Non dovremmo parlare del Real Madrid, ma posso solo accennare a un piccolo punto. Ho letto in giro alcuni commenti: ‘José Mourinho arriverà qui e taglierà alcuni dei giocatori migliori che presumibilmente hanno avuto dei problemi durante la stagione’. No. Voglio questi giocatori! Voglio i migliori. Ora devo trovare un modo per avere una squadra coesa e unita e non avere problemi come quelli che hanno avuto i miei predecessori nelle stagioni precedenti“.

Per Mourinho, avere grandi campioni nello spogliatoio rappresenta una sfida positiva: “Gestire l’ego è il miglior problema che un allenatore possa avere. I migliori giocatori sono il miglior problema che un allenatore possa avere“. Un concetto che rafforza la sua idea di calcio, nonostante un mercato già importante con gli arrivi di Marc Cucurella, Bernardo Silva, Ibrahima Konaté, Denzel Dumfries e il ritorno di Nico Paz dal Como.

Lo Special One ha poi spiegato quali caratteristiche ricerca nei suoi giocatori: “Voglio qualità. A volte la gente dice: ‘Questo giocatore ha qualità incredibili, ma fisicamente non è molto al livello’. Quindi significa che non è al livello. ‘Questo giocatore ha qualità incredibili, ma non è costante, ha alti e bassi’. Quindi non è un grande giocatore“.

La grande giocatore deve essere un pacchetto completo. Deve essere tecnicamente bravo, fisicamente forte, mentalmente forte. Deve essere un calciatore che gioca di squadra. Questo è ciò che cerco. A volte ne hai tanti in squadra, ed è il paradiso, altre volte ne hai di meno e il lavoro è un po’ più difficile. Credo fermamente che una delle qualità di un allenatore sia anche quella di saper valorizzare i giocatori“.

Spazio anche alle nazionali e ai prossimi Mondiali. “Dico sempre che l’Inghilterra sarà in lizza per la finale. Guardo ai giocatori, e noi veniamo da quella generazione, Lampard, Gerrard, Terry, Ferdinand, Beckham. Da allora, ho sempre detto Inghilterra, e poi non succede, ma ho sempre detto Inghilterra. L’Arsenal ha perso la finale di Champions League, ma ci è arrivato. Il Crystal Palace ha vinto la Conference League. L’Aston Villa ha vinto l’Europa League. A parte Barcellona, Bayern, Real Madrid e Paris Saint-Germain, i migliori giocatori sono in Inghilterra“.

Infine, un elogio a Carlo Ancelotti e uno sguardo al proprio futuro. “Guardate la Francia, potrebbero giocare con tre squadre diverse e sarebbero comunque competitive. E poi Spagna, Argentina, Brasile, la gente può dire che non sono così talentuose nelle coppe in cui hanno vinto, ma io dico sempre che un allenatore come Carlo [Ancelotti] gioca un ruolo fondamentale. Si potrebbe persino avere la sensazione, dopo una brutta partita, un pareggio contro il Marocco, che sia arrivato uno tsunami… non per Carlo. Credo sempre che Carlo possa fare la differenza“.

Sul possibile ruolo di commissario tecnico, Mourinho non chiude la porta: “Il mio habitat naturale è il calcio di club. Significa allenarsi tutti i giorni, giocare tre volte a settimana… stare con i giocatori, lavorare con loro, capirli, lottare con loro, abbracciarli, baciarli, prenderli a calci. Credo che questo sia il mio habitat naturale. Ma quando sento l’atmosfera dei Mondiali, o anche degli Europei, è qualcosa che mi piacerebbe fare. Un giorno lo farò“.