Quando il palcoscenico diventa più grande e le critiche aumentano, Cristiano Ronaldo tende a reagire sempre allo stesso modo: segnando. È successo ancora una volta nel netto 5-0 con cui il Portogallo ha travolto l’Uzbekistan, una partita che ha restituito all’attaccante lusitano il ruolo di assoluto protagonista dopo giorni caratterizzati da dubbi, discussioni e valutazioni sul suo rendimento. Due reti, una prestazione convincente e un messaggio indirizzato a chi, nelle ultime settimane, aveva iniziato a mettere in discussione il suo peso specifico all’interno della Nazionale.
Nel dopo gara, Cristiano Ronaldo si è presentato davanti ai giornalisti con il solito atteggiamento combattivo. Non ha voluto alimentare confronti con Lionel Messi né entrare in discussioni che riteneva secondarie. A chi gli chiedeva del dualismo con l’argentino ha semplicemente replicato: “Andiamo avanti”. A un altro cronista, invece, ha risposto in maniera ancora più diretta: “Che domanda fai? Scegli bene, altrimenti nulla”.
Parole che fotografano perfettamente il suo stato d’animo. CR7 sa di essere costantemente sotto osservazione e non perde occasione per ricordarlo. “Quando le cose vanno bene Ronaldo è forte, quando vanno male invece è vecchio…, ma io sono qui che faccio gol”. Un’affermazione che racchiude il senso della sua carriera, costruita tra trionfi, record e una continua necessità di dimostrare qualcosa a chi lo circonda.
“Questo è un torneo di stelle e mancava solo Cristiano. Oggi ho dimostrato di esserci. Ricordatevi che io arrivo sempre, prima o dopo. È stata una settimana molto difficile dove sembrava che mi fossi già ritirato dal calcio, ma ne siamo usciti bene”.
Con la doppietta realizzata contro l’Uzbekistan, Cristiano Ronaldo ha raggiunto un altro traguardo statistico di enorme prestigio. La selezione asiatica è diventata la quarantanovesima nazionale differente trafitta nel corso della sua carriera internazionale. Il bilancio con il Portogallo sale così a 145 reti, un dato impressionante se si considera che l’attaccante ha ormai superato i 41 anni, avendo segnato a 41 anni, 4 mesi e 18 giorni. Numeri che lo collocano tra i marcatori più longevi della storia della competizione, alle spalle soltanto del leggendario Roger Milla.
L’attaccante ha poi affrontato il tema delle critiche ricevute dopo il pareggio contro la Repubblica Democratica del Congo. “Tutto quello che arriva dall’esterno non possiamo controllarlo. Sappiamo che quando non giochiamo bene o non vinciamo veniamo sempre criticati, soprattutto io. Fa parte del gioco e non lo discuto. Ma come ho già detto ormai ci sono abituato. Vado avanti per la mia strada. Continuerò a fare il mio lavoro”.
E il suo lavoro, ancora una volta, è stato quello di trascinare il Portogallo. “Credo molto in quello che faccio, in come lo faccio. Sono convinto che Dio mi aiuti molto in questo percorso. La mia carriera è sempre stata così e non cambierei nulla di quanto è stato. Sono molto felice di continuare. Per me la cosa più importante è la squadra, restare uniti noi e far felici le nostre famiglie. In settimana abbiamo lavorato bene, da gruppo, e alla fine abbiamo risposto sul campo come sempre”.
La serata gli ha permesso anche di superare definitivamente Eusebio nella classifica dei marcatori portoghesi ai Mondiali, arrivando a quota dieci reti in ventiquattro presenze. Un altro record da aggiungere a una collezione già sterminata.
“Battere i record è sempre bello, ma ciò che conta di più è la squadra. Ora è il momento di pensare alla qualificazione ai sedicesimi: con 4 punti ci siamo quasi, ma non è ancora finita. Manca l’ultimo passo contro la Colombia. Dobbiamo vincere”.
Infine, davanti all’ennesima domanda sul rapporto tra critiche e prestazioni, Ronaldo ha chiuso la questione con una risposta tanto breve quanto significativa: “Sempre, da 23 anni”. Una frase che sintetizza perfettamente la sua storia sportiva. Ogni volta che qualcuno lo considera vicino al tramonto, lui trova il modo di tornare sotto i riflettori. E, puntualmente, lo fa attraverso ciò che conosce meglio: i gol.