Lodi (LO)

Ipertrofia prostatica: all’Ospedale di Lodi arriva il trattamento innovativo Rezum

La nuova tecnica mini-invasiva sfrutta il vapore acqueo per ridurre il volume della ghiandola in tempi rapidi

Ipertrofia prostatica: all’Ospedale di Lodi arriva il trattamento innovativo Rezum

Presso l’Ospedale di Lodi, la struttura di Urologia diretta dal dottor Piero Incarbone ha introdotto, da circa due mesi, la procedura denominata Rezum per la cura dell’iperplasia prostatica benigna. Il trattamento mira a risolvere la sintomatologia urinaria, sia istruttiva che irritativa, derivante dall’incremento di volume dell’organo.

Come funziona la metodica Rezum

La tecnica, sviluppata negli Stati Uniti, prevede l’iniezione di vapore acqueo all’interno del tessuto prostatico. Il calore sprigionato provoca la distruzione delle cellule in eccesso, riducendo le dimensioni della ghiandola.

“Gli adenomi prostatici da trattare – ricorda Incarbone – possono variare dai 40 ai 120 grammi”.

L’intervento, che ha una durata di 15 minuti, si configura come una soluzione mini-invasiva rispetto ai metodi tradizionali.

Vantaggi clinici e decorso post-operatorio

Il trattamento viene eseguito in regime di day hospital, richiedendo esclusivamente un’anestesia locale o una leggera sedazione. Il paziente viene dimesso nel corso della stessa giornata. Secondo gli studi clinici, i benefici iniziano a manifestarsi dopo due settimane, con un progressivo miglioramento riscontrabile fino al terzo mese.

Un aspetto rilevante riguarda la conservazione delle funzioni fisiologiche.

“A differenza della chirurgia tradizionale la tecnica Rezum preserva la funzione erettile ed eiaculatoria”, spiega il primario di Urologia.

In base ai dati diffusi dalla FDA (Food and Drug Administration), la salvaguardia di tali funzioni è garantita nel 98% dei casi.

Candidabilità e risultati preliminari

Non tutti i pazienti risultano idonei alla procedura: la tecnica non è indicata, ad esempio, in presenza di calcolosi o diverticoli vescicali. Dall’introduzione del servizio a Lodi, l’equipe medica ha già trattato circa venti pazienti. “molti di più – sottolinea il dottor Incarbone – di quelli che sono interessati da un trattamento di resezione prostatica classica”.

L’adozione di tale metodica segna un progresso significativo nell’offerta sanitaria del presidio lodigiano per il trattamento delle patologie prostatiche.