La Procura di Latina ha chiesto la condanna a 22 anni di reclusione per Antonello Lovato, nel processo per la morte del giovane bracciante indiano Satnam Singh. Le richieste sono state formulate dai pubblici ministeri Luigia Spinelli e Marina Marra al termine di una requisitoria durata circa due ore.
Nel corso dell’udienza, prima dell’intervento dell’accusa, la difesa ha chiesto l’acquisizione al Tribunale della documentazione relativa al libretto su cui sarebbero stati versati i soldi del risarcimento destinato alla famiglia della vittima. Successivamente, lo stesso imputato ha preso la parola dichiarando l’intenzione di voler restare vicino ai familiari di Satnam Singh e di impegnarsi nei loro confronti.
La Procura ha definito il caso “gravissimo”, parlando di un lavoratore “invisibile senza permesso di soggiorno” e di una morte che, secondo l’accusa, sarebbe stata evitabile, riaccendendo l’attenzione sulle condizioni di sfruttamento e irregolarità nel lavoro agricolo.
La sentenza è attesa per il 7 luglio, dopo le arringhe difensive.
Il commento della CGIL
Sulla vicenda interviene anche la CGIL, che ribadisce come il processo rappresenti un caso simbolo di sfruttamento e negazione dei diritti nei campi. Il sindacato sottolinea la necessità che venga fatta piena chiarezza sulle responsabilità e che la vicenda diventi un punto di svolta nella lotta al caporalato e al lavoro irregolare, chiedendo che la giustizia riconosca fino in fondo la gravità di quanto accaduto e il contesto in cui la tragedia è maturata.