Bergamo (BG)

Cantieri ferroviari bergamaschi in ritardo, Casati e Scandella (Pd): «Il ministro Salvini tace?»

I consiglieri regionali dem commentano lo slittamento del raddoppio e del treno per Orio al 2027: «Chi paga per tutto questo?»

Cantieri ferroviari bergamaschi in ritardo, Casati e Scandella (Pd): «Il ministro Salvini tace?»

«Prendiamo atto dell’assunzione di responsabilità da parte dei vertici Rfi, che comunque non risolve i disagi provocati dai ritardi, ma non possiamo fare a meno di chiederci dove sia e soprattutto dove fosse il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini». Così i consiglieri regionali dem Davide Casati e Jacopo Scandella commentano i ritardi sui cantieri Rfi in provincia di Bergamo, in particolare sui cantieri del raddoppio e del treno per Orio, ora slittati al 2027.

«Sicuramente negli anni passati non è stato nei cantieri in questione, perché altrimenti si sarebbe potuti intervenire prima, ad esempio sui contratti in essere, anticipando i subappalti alle aziende locali, cosa che è avvenuta troppo tardi».

«Chi paga per tutto questo?»

«Parliamo di investimenti strategici a livello nazionale, pianificati anni fa all’interno di quella “cura del Ferro” lanciata dall’allora ministro Graziano Del Rio. All’epoca, in raccordo con Regione Lombardia, Provincia e Comuni, si erano stabilite le priorità del territorio. Tutto questo si è poi concretizzato grazie alla straordinaria occasione del Pnrr e le opere avrebbero dovuto essere pronte per servire i flussi delle Olimpiadi Milano Cortina – ricordano i consiglieri -; spiace constatare che l’obiettivo è stato mancato, ma per chi ha il polso del territorio non è certo stata una sorpresa visto l’avanzamento visibilmente a rilento dei cantieri».

«Chi paga per tutto questo?», è la domanda dei consiglieri regionali. «I vertici dell’azienda? I ministri che ne hanno la responsabilità? No, solo le persone che vivono e lavorano sul nostro territorio. Speriamo ovviamente che si riesca a recuperare in corsa il tempo perduto, ma non vogliamo essere presi in giro con obiettivi temporali sproporzionati rispetto all’attuale capacità di realizzazione. Non dimentichiamo che ai disagi dei pendolari, dei residenti, dei commercianti, delle imprese locali, dobbiamo sommare l’impatto negativo di questi ritardi sullo sviluppo globale delle rete infrastrutturale bergamasca e lombarda, di cui il collegamento Bergamo-Orio e Bergamo-Curno costituisce un primo fondamentale snodo».

«C’è da considerare – concludono – oltre alla qualità di vita di migliaia di cittadini bergamaschi anche il rischio che il territorio perda competitività, quando invece l’attuale crisi economica internazionale ci chiede velocità efficienza per non restare indietro e fuori dalle dinamiche economiche globali».