Nella serata di mercoledì 13 maggio 2026 si terrà la finale di Coppa Italia, torneo nazionale del calcio italiano. Il match sarà trasmesso dalle 21 su Canale 5 e vedrà protagoniste Inter, freschi vincitori dello Scudetto 25/26, e Lazio.
In attesa di vedere l’esito della partita sul campo dello stadio Olimpico di Roma, nella giornata di martedì 12 maggio 2026, i due Club al completo sono stati accolti in Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un momento istituzionale, a cui hanno partecipato anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, il Presidente del CONI, Luciano Buonfiglio e il Presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli. Durante l’incontro hanno preso parola anche gli allenatori di Inter e Lazio, Christian Chivu e Maurizio Sarri, e l’arbitro del match, Marco Guida.

Mattarella punzecchia il calcio italiano
Ultimo a prendere parola è stato proprio il Capo di Stato. Innanzitutto, il Presidente ha voluto fare i complimenti ai due Club per aver raggiunto la finale di Coppa Italia, augurando loro che sia un momento di spettacolo, caratterizzato dai valori sportivi di lealtà e correttezza.
“Un giorno di festa dell’intero sistema. Quello del calcio è un unico sistema, con vari segmenti ed elementi che concorrono a costruirlo e ad appassionare i nostri concittadini. Un sistema che è animato dalla passione sportiva, che accomuna tutti: calciatori, dirigenti, arbitri, tifosi”.
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Ma prima di concludere l’incontro, Mattarella ha voluto fare una puntualizzazione, alla luce di ciò che sta accadendo nel mondo del calcio italiano.
Da una parte, infatti, c’è la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) che è senza un presidente (sarà eletto il prossimo 22 giugno 2026) dopo le dimissioni di Gabriele Gravina a seguito della terza mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali; dall’altra, invece, c’è l’AIA (Associazione Italiana Arbitri) che sta vivendo un terremoto dopo l’indagine per concorso in frode sportiva della Procura di Milano che vede al centro l’ex designatore Gianluca Rocchi (che si è autosospeso dall’incarico).
In questa primo vero confronto con alcuni degli esponenti del calcio nazionale, il Presidente della Repubblica ha colto l’occasione per “punzecchiarlo” e richiamarlo all’ordine:
“Concludo con una nota che non posso evitare in questo primo incontro dell’anno che ho avuto con il mondo del calcio. Non posso non esprimere un sentimento di rammarico, perché il nostro calcio deve competere per trofei di prestigio, anche se al momento stanno solo dentro ai nostri confini nazionali.
Per chi ha la mia età, ha il privilegio di aver seguito i mondiali e il titolo mondiale in Spagna nel ’82 o quello del 2006 in Germania. Ho accompagnato presente allo stadio alcuni di voi a Londra nel 2021 per la conquista del titolo europeo. Ecco il nostro calcio a livello mondiale attraversa ora una pausa, insolitamente e inspiegabilmente lunga. Per questo l’incontro di domani sera è importante, per dare il segno dell’avvio di una fase di rilancio, di ripresa del livello sportivo del nostro calcio.
A voi domani è affidato non soltanto la competizione per il trofeo, ma anche questo rilancio del nostro calcio. Sarete seguiti per questo da tanti e lo spettacolo che offrirete servirà a molti, di qualunque età, ma soprattutto ai ragazzi a innamorarsi sempre più del calcio“.
Insomma, Mattarella, nel suo consueto modo garbato, si è tolto un sassolino dalla scarpa anche coi vertici delle istituzioni italiane del pallone.

Il suo augurio, così come quello di tutti gli appassionati della Penisola, è quello che il movimento calcistico nazionale, già dalla finale di Coppa Italia tra Inter e Lazio, possa rilanciarsi non solo sul campo, facendo appassionare i giovanissimi come faceva in passato, ma anche nelle aule dove si organizzano le competizioni e dove si prendono le decisioni relative alla crescita e allo sviluppo del settore.