Bergamo (BG)

Scritte sui muri e rogo di libri al Circolo Operaio di Bergamo: «Una vile spedizione fascista»

I fatti sono avvenuti nella notte tra il 29 e il 30 aprile. I locali sono stati posti sotto sequesttro per poter svolgere le indagini

Scritte sui muri e rogo di libri al Circolo Operaio di Bergamo: «Una vile spedizione fascista»

Il Circolo Operaio di via Zanica 1 a Bergamo – in zona Malpensata – è chiuso, posto sotto sequestro dalle forze dell’ordine dopo che, nella notte tra il 29 e il 30 aprile, è stato teatro di un raid vandalico. A denunciare l’accaduto sono gli stessi volontari del Circolo.

Una «vile spedizione fascista»

Le autorità stanno indagando, ma secondo la ricostruzione qualcuno si è introdotto nei locali in piena notte (probabilmente tra le 3 e le 4) e ha scritto frasi di incitamento all’odio, xenofobe e contro l’attività del Circolo sui muri. Poi i colpevoli, prima di fuggire, hanno accatastato tutti i libri presenti nella sede e vi hanno dato fuoco, appiccando un rogo nella stanza principale.

In un volantino stampato e diffuso in seguito ai fatti, il Circolo parla esplicitamente di «vile spedizione fascista» e di «modalità che riportano alla mente lo squadrismo dei loro nonni politici». I carabiniri sono giunti sul posto immediatamente e, come detto, hanno messo sotto sequestro i locali per le indagini del caso. Al momento, i nastri bianco-rossi delimitano la sede, ma avvicinandosi è ancora possibile sentire odore di bruciato.

 

«La nostra attività continuerà come sempre»

Nel già citato volantino, i volontari del Circolo Operaio scrivono: «Se l’intento dell’irruzione era quello di intimorirci, davvero non sanno con chi hanno a che fare». E aggiungono: «Il Circolo Operaio è rimasto aperto anche nei momenti più bui del Covid, come presidio di umanità con il suo servizio di assistenza agli anziani, alle madri sole con figli, agli ultimi che non potevano neppure fare la spesa. La nostra attività politica e solidale continuerà come sempre. Le famiglie, i lavoratori, i migranti, i compagni e i simpatizzanti della città ne possono stare certi».

I volontari concludono: «Bisogna lottare per l’internazionalismo e l’unità di tutti i lavoratori contro la guerra, contro il razzismo e il fanatsmo!».