Bergamo (BG)

Tra le duemila e le tremila persone in corteo a Bergamo per il Primo Maggio: il lavoro dignitoso come priorità

Da piazzale Marconi si è snodato fino a piazza Vittorio Veneto. Si è parlato di lavoro povero e precario, accesso alla casa, infortuni e scuola

Tra le duemila e le tremila persone in corteo a Bergamo per il Primo Maggio: il lavoro dignitoso come priorità

Il lavoro dignitoso come priorità, in un contesto che presenta segnali contrastanti. Al corteo del Primo Maggio, che da piazzale Marconi ha attraversato il centro di Bergamo fino a piazza Vittorio Veneto, dove era stato allestito il palco, hanno sfilato tra le duemila e le tremila persone. In Malpensata, nel frattempo, si è svolta una contro-manifestazione alternativa, organizzata dai sindacati di base. L’attenzione dei sindacati si è focalizzata su salari, tutele e qualità dell’occupazione.

Lavoro povero e precario, accesso alla casa, infortuni

A mettere in evidenza le principali criticità – come riporta Corriere Bergamo – è Ivana Veronese, della segreteria nazionale della Uil, che affiancata da Pasquale Papaianni (coordinatore territoriale della Uil) individua tra le cause del lavoro povero la legittimazione del dumping contrattuale, tolleranza verso i contratti pirata e abbassamento del valore del lavoro nella competizione fra imprese.

Il contesto provinciale resta comunque caratterizzato da un’elevata occupazione. Il tasso di disoccupazione si attesta all’1,3 per cento, come evidenziato dal segretario generale della Cisl di Bergamo Francesco Corna. Tuttavia, secondo i dati richiamati dalla Uil, oltre il 73 per cento dei nuovi contratti attivati risulta di natura precaria. Proprio Corna ha posto l’accento sulla necessità di intervenire sul fronte energetico per sostenere il sistema produttivo: «Siamo la seconda manifattura d’Europa, Bergamo deve porsi il problema dell’energia sostenibile. Serve una visione più sostenibile e attenta alle esigenze».

Al corteo del Primo Maggio, secondo la stima dei sindacati, hanno partecipato tra le duemila e le tremila persone. Alla mobilitazione hanno preso parte lavoratori, cittadini e rappresentanti istituzionali. Presenti anche la sindaca Elena Carnevali, il vicesindaco Sergio Gandi, la presidente del Consiglio comunale Romina Russo e il consigliere regionale Davide Casati, oltre al candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Vittorio Apicella.

Tra i temi affrontati nel corso della giornata anche la sicurezza sul lavoro. Il segretario generale della Cgil di Bergamo Marco Toscano ha segnalato il superamento delle duemila denunce di infortunio dall’inizio dell’anno (l’ultima qualche giorno fa a Brusaporto). Accanto al lavoro, è emerso anche il problema dell’accesso alla casa, in particolare per giovani e stranieri, oltre che del tema legato alla locazione turistica: «Anche a Bergamo la crescita esponenziale degli affitti brevi fa lievitare quelli normali. Serve progettazione».

Il tema del lavoro migrante è stato richiamato anche da Veronese, che ha evidenziato il ruolo strutturale dei lavoratori stranieri nel tessuto economico locale, sottolineando come il lavoro regolare rappresenti uno strumento fondamentale di integrazione. Nel corso degli interventi finali, Maria Cristina Zarrella della Cisl Scuola ha richiamato l’attenzione anche sul tema della sicurezza negli istituti scolastici, facendo riferimento all’aggressione avvenuta a Trescore ai danni di un’insegnante.

Movimento Federalista Europeo la novità di quest’anno

Alessandro De Bernardis, segretario cittadino del Pd e consigliere delegato alle Politiche europee del Comune di Bergamo, commenta così il corteo del Primo Maggio tenutosi in città. «Buona partecipazione, segno di una data sentita da tanti cittadini, in un contesto storico in cui è necessario ribadire la necessità di un lavoro giusto, equamente retribuito e correttamente riconosciuto come il pilastro della nostra democrazia».

Tra le varie presenze in piazza, la novità di quest’anno è stata quella del Movimento Federalista Europeo, in rappresentanza del Coordinamento bergamasco per l’Europa federale, democratica e solidale – di cui fanno parte i sindacati confederali -, per distribuire materiale riguardante il Pilastro europeo dei diritti sociali. Tale presenza è stata, peraltro, pubblicamente salutata dal palco.

«Si tratta di qualcosa di estremamente positivo, perché l’Europa deve essere conosciuta e percepita anche per quanto riguarda il suo peso specifico in tema di politiche attive e per ciò che concerne la giustizia nel campo del lavoro – ha concluso De Bernardis -. La presenza dei movimenti europeisti è particolarmente significativa ed è stato molto bello il saluto che ne è stato fatto dal palco, per il quale non si può che ringraziare gli organizzatori, perché è anche attraverso questi momenti pubblici che diventa possibile uscire da narrazioni sedimentate di un’Europa inerte riguardo alle tematiche della vita quotidiana».