Arce (FR)

Caso Mollicone, la morte del Carabiniere Santino Tuzi. La figlia Maria a Monitor: “Entro l’estate la presentazione di un’istanza alla Procura per chiedere la riapertura delle indagini”. VIDEO

L’istanza sarà accompagnata da una consulenza tecnica effettutata dal perito balistico Dario Sangermano

Caso Mollicone, la morte del Carabiniere Santino Tuzi. La figlia Maria a Monitor: “Entro l’estate la presentazione di un’istanza alla Procura per chiedere la riapertura delle indagini”. VIDEO

Il caso Mollicone. La famiglia del Carabiniere Santino Tuzi, trovato senza vita nella sua auto nell’aprile 2008, ha annunciato la presentazione di un’istanza formale alla Procura della Repubblica di Cassino per chiedere la riapertura delle indagini e la contestuale riesumazione del cadavere. Lo ha ribadito la figlia Maria durante la puntata di Monitor andata in onda giovedi’ su Lazio TV.

L’istanza sarà accompagnata da una consulenza tecnica effettutata dal perito balistico Dario Sangermano che ha evidenziato “insanabili contrasti” tra la dinamica dello sparo e la tesi fin qui accolta dagli inquirenti. Proprio su questo materiale si fonda la richiesta di nuovi accertamenti.

La pistola completamente pulita, senza impronte né macchie di sangue, appoggiata  sul sedile passeggero, l’assenza di una perizia balistica sull’arma e sul proiettile, l’assenza di ferite sulla mano sinistra della vittima se davvero impugnava la pistola. “Difficile che una persona che voglia suicidarsi si spari al petto, e comunque non con quella traiettoria: dall’alto verso il basso, da sinistra verso destra”. Tuzi, tra l’altro, il giorno della morte aveva un appuntamento.

Tuzi, pochi giorni prima del decesso, aveva rivelato agli inquirenti di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma di Arce il giorno della scomparsa. La sua morte era stata archiviata come suicidio per depressione, una tesi a cui i familiari non hanno mai creduto.

Le parole di Maria Tuzi

Il perito balistico della famiglia, Dario Sangermano