Ieri, giovedì 30 aprile 2026, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al nuovo Piano casa, un provvedimento strutturato per immettere sul mercato circa 100 mila alloggi nell’arco del prossimo decennio. Contestualmente al decreto legge, l’esecutivo ha licenziato un disegno di legge autonomo con carattere d’urgenza, finalizzato a snellire le procedure per lo sgombero degli immobili occupati abusivamente. La strategia mira a coniugare il potenziamento dell’offerta abitativa con la tutela della proprietà privata e della legalità.
Procedure accelerate per la liberazione degli immobili
Il nuovo provvedimento normativo interviene direttamente sulle tempistiche degli sfratti, introducendo una procedura giudiziale d’urgenza per ottenere il titolo esecutivo. Secondo la Presidente del Consiglio, l’intervento si rende necessario per rendere più efficace la fase di notifica e accorciare i tempi tecnici delle esecuzioni. L’obiettivo dichiarato dalla capo del Governo è quello di restituire le unità abitative ai legittimi titolari, aumentando così la disponibilità di immobili sul mercato ordinario.
I dati forniti durante la conferenza stampa indicano che, dall’insediamento dell’attuale compagine ministeriale, sono stati liberati oltre 4.200 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento ha sottolineato come il testo serva a completare il quadro normativo già parzialmente delineato dal precedente decreto sicurezza, estendendo le tutele e semplificando l’iter per il rientro in possesso dei beni.
Recupero di 60 mila alloggi popolari entro l’anno
Il pilastro centrale della manovra riguarda l’edilizia residenziale pubblica, con un piano di manutenzione straordinaria per rimettere in funzione circa 60 mila appartamenti attualmente non assegnabili a causa del degrado strutturale. Per questa operazione sono stati stanziati 1,7 miliardi di euro, a cui si aggiungeranno fino a 4,8 miliardi derivanti dai programmi di rigenerazione urbana. Il Ministro delle Infrastrutture ha prospettato una tempistica serrata, puntando al ripristino delle unità entro dodici mesi.
Gli interventi di ristrutturazione avranno un costo stimato tra i 15 e i 20 mila euro per ogni singola abitazione. Tale investimento consentirà di far scorrere le graduatorie comunali, offrendo risposte concrete ai nuclei familiari in attesa di una sistemazione. La gestione delle risorse vedrà un forte coinvolgimento dei Comuni, previa interlocuzione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani per la definizione dei criteri di riparto.
Housing sociale e investimenti dei privati
Una quota rilevante del piano, pari a oltre 3,6 miliardi di euro, sarà concentrata in un unico strumento gestito da Invimit per favorire l’housing sociale. Il progetto prevede la creazione di comparti regionali specifici per garantire che i fondi rimangano legati ai territori di riferimento. Parallelamente, il Governo punta a incentivare l’apporto dei grandi investitori attraverso una drastica riduzione degli oneri burocratici e la nomina di un commissario straordinario per le operazioni che superano il miliardo di euro.
In cambio delle semplificazioni, ai costruttori verrà imposto l’obbligo di destinare almeno il 70% dei nuovi volumi all’edilizia convenzionata. Questo meccanismo dovrebbe garantire prezzi di vendita o canoni di locazione ridotti del 33% rispetto ai valori di mercato. “Da un lato costruiamo più case, dall’altro liberiamo quelle occupate”, ha ribadito la leader dell’esecutivo, confermando inoltre il rifinanziamento pluriennale del Fondo di garanzia prima casa.
Sostegno alle famiglie e ai giovani under 36
Il piano prevede infine uno stanziamento di 670 milioni di euro fino al 2027 per sostenere l’accesso al credito delle fasce sociali più fragili. La garanzia statale sui mutui sarà riservata prioritariamente ai giovani sotto i 36 anni, alle coppie e ai genitori single con figli minorenni. Per i nuclei numerosi, la copertura pubblica potrà raggiungere il 90% della quota capitale, facilitando l’acquisto della prima abitazione in un contesto di tassi di interesse ancora elevati.