Il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza, in data giovedì 30 aprile 2026, la relazione di iniziativa dedicata al rilancio del comparto zootecnico. Il provvedimento mira a ricollocare la produzione animale al centro dell’agenda politica continentale, contrastando il declino del numero di aziende registrato negli ultimi anni. Il testo servirà da base per la futura strategia della Commissione europea sulla zootecnia sostenibile, ponendo fine a un periodo di incertezza normativa e informativa per gli allevatori.
Una nuova visione per la tutela dell’ambiente rurale
Il documento segna un cambio di paradigma nel rapporto tra agricoltura e natura, definendo l’allevamento come un alleato degli ecosistemi. “Affermiamo con forza – ed è una rivoluzione copernicana – che la zootecnia è parte della soluzione ambientale, non il problema”, dichiara Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia e relatore del testo. L’esponente politico respinge l’ipotesi di una riduzione forzata del numero di capi, sostenendo che tagli indiscriminati causerebbero l’abbandono delle zone rurali e una drastica perdita di biodiversità.
Contrasto alla contraffazione e divieto di denominazioni improprie
La tutela dei prodotti tipici rappresenta un pilastro fondamentale della nuova strategia europea. Il piano prevede una lotta serrata all’italian sounding e alla contraffazione dei marchi d’origine, con il principio cardine di “non chiamare carne ciò che carne non è”. Viene inoltre ribadito il fermo no alla carne sintetica in assenza di prove scientifiche sulla sua salubrità. Le istituzioni comunitarie chiedono maggiore reciprocità negli scambi commerciali e controlli rigidi sulle importazioni, includendo l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per ogni prodotto zootecnico.
Innovazione tecnologica e indipendenza dai fertilizzanti esteri
Il report punta sulla modernizzazione delle strutture e sulla chiusura dei cicli produttivi per aumentare l’efficienza delle imprese. Si promuove l’utilizzo del digestato zootecnico come sostituto naturale dei concimi chimici importati da paesi extra-Ue, incentivando la circolarità della produzione. Parallelamente, il testo sollecita investimenti nel miglioramento genetico e nei sistemi di prevenzione sanitaria, inclusi i vaccini, per proteggere la salute animale e garantire la resilienza delle filiere contro le epidemie.
Risorse finanziarie e riforma della politica agricola comune
Per rendere attuabili queste misure, il Parlamento richiede una PAC forte e semplificata, dotata di fondi adeguati alle sfide attuali. Sono ritenuti indispensabili i pagamenti accoppiati per i settori bovino, ovino e caprino, oltre a un potenziamento della riserva di crisi agricola. “Delineiamo il futuro di un settore imprescindibile per la sovranità alimentare europea, per la sua competitività e per le economie locali delle aree rurali, a partire dalle aree interne”, conclude il coordinatore ECR in commissione Agricoltura.